Feto di crisalide
Giorgia Spurio
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Hanno baci di fuoco
le gardenie della solitudine
E mi lasci qui
a bruciar la tua chitarra
E sola vorrò spine alle unghie
ascoltando la voce della terra sotto i miei piedi
Calpesterò le mie mani
Anime che non piangono
E non sanno urlare
E vorrò la tua mano a tappar la mia bocca
E morderò il mio silenzio a graffiar velo
Bavaglio umido di lingue e occhi neri e rossi
Bende sporche alle caviglie del mio seno
E sarò sposa che si ucciderà
tra le ali dei mari senza più acqua
Salterò giù dal fosso
E costruirò grotte per nascondere le stelle
E non basteranno se vorrò anche la tua pelle tatuata di profumo
Solitudine che mi accarezza
labbra cieche che non hanno sapore
e le cucite membrane
d'udito che attende il suo canto
Eco che spacca il sogno in mille frammenti
come specchio che accoglie le vergini dita
lì posate come spalancate fauci
Accoglierò luce del seme
salice che smette di piangere
E dai petali della sabbia
voleranno i bachi da seta
Sarò feto in crisalide
D'oro saranno gemme di sudore
E ti chiederò di berlo
Mentre il nulla mi riprenderà nel suo grembo.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (3)
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Raggioluminoso12 maggio 2010
Una lirica molto originale, nello stile di questa poetessa che sa far scuotere le emozioni del lettore provocando sensazioni alquanto forti. Lettura che toglie il respiro per l'intensità espressa e le immagini contenute che scorrono come pellicola che brucia sulla pelle. Bellissima!
Antonella Bonaffini12 maggio 2010
Tu sei capace di creare immagini che rimangono impresse nell'immediato... stile originalissimo e forte come solo questa poetessa sa fare... piaciuta!
B
Bruna Angela12 maggio 2010
visioni di terribili sofferenza. Una mi ha colpito per la sua indescrivibile profondità" bende sporche alle caviglie del mio seno"...


