Fermi all'odor finto dell'eterno
Giorgia Spurio
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Rimani così,
culla del mio labirinto,
con i baci sospesi
ai respiri di labbra sfiorate
alle ciglia di palpebre che tremano
in pianto nascosto e in amore adorato,
odio d'autostima che uccide le radici.
Rimaniamo così
Senza baciar perdono né anima
Invocando l'ultimo mondo lontano
Preghiere che cadono come piedi mozzati
Dalla soffitta alle scale
Dalla pioggia all'inferno
Putrefatta madre che accompagna il tepore dei matti
È sniffare terra accolta in cenere di polverizzati paradisi
E raccolta lacrima di ventosa
La sanguisuga dall'arteria
Salirà alla nuca
Morso di labiale al seno sodo
Un nuovo comitato d'onore
Alla marcia funebre dei convitati
...che il banchetto abbia inizio.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (3)
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Salvatore Ferranti15 maggio 2010
versi che incantano... sono una dolce canzone per il cuore, uno stimolo costante per l'immaginazione.
Nemesis Marina Perozzi15 maggio 2010
Sniffare umori, amori odori, sentori, terrori, dolori, orrori, tremori... Preghiere che non vanno verso l'alto, ma verso il centro della Terra, dove la forza di gravità è piombo. E l'anima diventa cenere.
Calogero Pettineo15 maggio 2010
Una riflessione che colpisce chi legge per la forza delle parole, cariche di sentimenti e un po' di rabbia. Versi che lasciano perplessi. Molto apprezzata.



