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Sociale 16 maggio 2010 · lettura 1 min · 1884 letture

Stasera voglio esser sereno

Massimo Mangani 200 poesie pubblicate
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Parlar brevi parole su la di nostra razza, mi colloca imbarazzo, perché d'iniquità ne ha scaricate a fasci e mai la finirà ma venga men la voglia d'evidenziarne alcune, ad altre, non vorrei far torto. Di gran sdegno, io mi cospargo, non sol la testa, ci faccio pure il bagno purtroppo nessun è esente e nel percorso... se ci guardiamo a fondo ...più di un danno gia l'abbiamo fatto uno... sta nel consumar 'sì tanto. ...Mea culpa. Signori abbiamo esagerato.
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siamo tutt'ignoranti e vittime allo stesso tempo... prendiamo un poeta di pochi decenni fà, davanti un calamaio, una penna al lume di candela poneva le sue composizioni magari su un foglio giallo usato 2 minuti prima per incartare il pane ...oggi davanti ad un computer che consuma watt a ripetizione ed inquina, poi stampiamo, usando cartucce altamente inquinanti... noi occidentali negli ultimi 40 anni quanto cibo abbiamo consumato, forse l'equivalente dei venti secoli precedenti? non preoccupatevi tra pochi anni mancherà per tutti e forse capiremo perché un africano oggi viene in europa.

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Massimo Mangani
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Commenti (6)

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Sai sempre cogliere nel segno e non ti tiri indietro nemmeno con l'autocritica. Forse dovremmo incominciare a parlare e scrivere meno e fare i fatti, con onestà e coerenza. Peccato non possa votarti

Raggioluminoso16 maggio 2010

Una poesia che mi ha molto coinvolta. A poco serve parlare di sviluppo sostenibile infatti se non si apportano drastiche modifiche. Una società dell'opulenza che non conosce più cosa sia il sacrificio. Sembra che a nessuno importi del domani, tanto è l'oggi che i media ci propongono sempre e il condizionamento è assai massiccio. Per fortuna, qualcosa si sta muovendo, ma ancora non è affatto sufficiente. E mi chiedo quanti politici conoscano i trattati di Rio, Stoccolma,... e se siano a conoscenza di quali siano i principi in essi sviluppati. Ma sembrerebbe che, visto l'esito dell'ultimo trattato sul clima di Copenhagen, a nessuno importi molto. E forse la gente dovrebbe fare qualcosa, senza aspettare. Complimenti a questo autore

Aldo Bilato16 maggio 2010

condivido in pieno!... vittime dell'gnoranza... nessuno escluso della nostra razza... forse alcune tribù...a varie latitudini... dove solo i "quattro elementi" (rispettati)... fan parte del loro viver... dei loro sentimenti... complimenti. cià.

Daniela Pacelli16 maggio 2010

Che bella questa poesia! Mi ha toccata, parlar brevi parole sulla nostra razza crea imbarazzo, se ne parla e si continuerà a parlarne di questa tecnologia che ci investe sempre di più, automatizzando le emozioni che non scriviamo più con biro fresca di inchiostro. Condiviso, molto piaicuta, bravo e complimenti

Silvia De Angelis16 maggio 2010

Si sofferma su giuste considerzzioni oggi l'autore... ma ormai tutti siamo intrappolati in questo gioco perverso... da cui è difficilissimo uscire... Lirica molto apprezzata

Moreno il Duca16 maggio 2010

bravo massimo hai colto nel segno ma ormai siamo drogati da questo sistema perverso che ci porterà diritti verso la rovina mi spiace massimo ti avrei votato ma non posso ciaooo