D'una pagina strappata
Maria Grazia Vai
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D'ogni uomo, il suo dolore
D'una parola,
la sua primavera e il tramonto.
Ogni battito di mano,
ali
e ciglia
quando dell'amore parla,
e per amore, mai tace
- è sacro
E agogna un nome, un battesimo
Un luogo a cui tornare
quando il suo tempo
perderà chiome, e radici
E quando muore
vivrà, di nuova vita
E di una lacrima caduta,
d'una pagina strappata
diventerà rumore
Mentre il taciuto dire
si perderà
– e per sempre
nel silenzio di passi
che dell'Amore hanno temuto
di varcare la soglia
©
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L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (2)
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Nemesis Marina Perozzi17 maggio 2010
Tornare ad un nome, ad un luogo... per ricominciare a vivere, ma così non sarà. Nelle orecchie, soltanto il rumore di quello strappo, il tonfo della lacrima... Il resto sarà silenzio... della parola, dei passi che non andranno verso l'Amore, perché ne hanno paura... Le sento mie, queste tue riflessioni che stringono il cuore.
A
Axel17 maggio 2010
Stupenda, toccante, struggente poesia... La chiusa è sintomatica, sul "taciuto dire -che- si perderà... nel silenzio di passi che dell'Amore hanno temuto di varcare la soglia." Perfetta, per dipingere una situazione... Un abbraccio. Ax

