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Spirituali 18 maggio 2010 · lettura 3 min · 2342 letture

Ode alle Valchirie

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Leggiadre figlie di Wotan tònante ch'al Cielo adducete l'alme degli Eroi, pie Creature di Brunnhilde baldante che dal ciglio irrorate gli strali suoi, quanta e qual sì fine beltà guerresca discende dai vostri feroci stuoli che giudici si fiano d'ogni tresca e d'ogni certame su questi suoli! Quanto ancestrale eroismo di mistero e quale arcana possa femminina iscoppiar si vegge sul volto altero e sulla bionda chioma pia e divina!... Ah! Fatale e pur estatica immago d'una perduta remota fierezza che rimembra il dì ove perì nel vago dell'atavica Vita la dolcezza! Cinte le fronti di belle corone oppur d'elmi femminei e delicati, ascoste le forme della Passione da portenti e fermi usberghi incantati, andate voi cavalcando i destrieri pelle turbinose lande celesti in attesa che arditi cavalieri si svenino in scontri vani e funesti. Allorquando il tempo sona propizio all'atteso e pur sperato misfatto che tant'alme adduce al reo precipizio di quel mortal momento ch'è ognor ratto, prodi Valchirie, scendete dai nembi e, sonando i lugubri e tristi corni, de' morti gli spirti ferate ai grembi che speran che Pace presto non torni. Temibili, spaventose e sublimi siete voi allorché all'opra vi cingete nell'orbe reo di noi mortali infimi ch'ognor di guerra teniam cruda sete. Ah! Beltà che in voi orrido fattor si fia... fierezza che diviene dolce Grazia! Or che l'Amore ameno sen volò via di voi l'Umanità non è più sazia. Valchirie senza Numi! Cruda sorte! Valchirie detronizzate dal fango!... L'Universo assiste alla vostra morte... al reo crepuscolo del vostro rango. Valchirie! Schiave dell'Uomo arrogante che in voi mira sol fonte di diletto; serve dell'Umanità spasimante che di voi disprezza l'agire retto. Valchirie! Tumuli grigi e silenti d'assai misterioso cenere muto; spezzate legioni cieche e pallenti d'ossa che piangono il tempo perduto. Valchirie! Salvifiche damigelle che vi sacrificaste pell'Amore; redentrici maravigliose stelle che consumaste per noi ogni madore. Sì! La Libertade del Ciel paterno in quest'orbe si cangiò in schiavitude; e per colpe altrui soggiunse l'inverno della vostra beata e salda Virtude. Orsù rammentate!... Tutto era foco, il Cielo era un iscoppiar di faville, il Whallhallha del fumo giacea gioco, cadeano le marmoree, aurate argille. All'ombra arcana d'un crudo amuleto, uomini infami assetati di possa strugger riuscirono il loco sì lieto de' Numi che caddero nella fossa, abbandonandovi forse innocenti al vostro Destino a quel tempo incerto che ferri v'avrebbe posto violenti denudandovi d'ogni nobil serto. Risorgete, Valchirie coraggiose! Correte a spezzar le vostre catene e a punir le brame nostre oltraggiose e il tristo sangue delle nostre vene. Ribellatevi agli indegni oppressori ch'opprimono ancora il nostro progresso... ch'uccidono speranze, affetti e amori mediante l'Odio che grida sommesso. Che possano al fin coll'arcobaleno per vostra grazia i Celesti tornare all'ostello sempre securo e ameno che brilla sovra'l mondo che dee amare
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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Commenti (1)

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carla vercelli18 maggio 2010

Ode alle valchirie e alla meravigliosa poesia che denota profondità e grande cultura.