Ebbri

Solo gli avidi occhi
di un fuoco
ad illuminare
i nostri corpi
in sfumature
sempre cangianti.
E noi,
bendati dalla notte
per acuire
gli altri sensi
ed assaporare meglio
i nostri corpi,
intrecciati
in ferree morse
di nuda e calda pelle.
S'agita
l'anima di fuoco
al nostro ritmo,
ora voglioso
e frenetico,
ora dolce
e cadenzato.
Troppo è l'ardore:
scoppia
e si spegne
in mille scintille
e noi,
tra le lenzuola,
ebbri
di succo e miele.
©
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L'autore
Narade
Nato in provincia di Napoli nel 1990, ho iniziato a "scrivere" da quando avevo circa 12-13 anni. Nonostante la mia giovane età, appena venti anni, mi ritengo abbastanza maturo da trattare una grande varietà di tematiche, anche grazie a esperienze di vita che mi hanno aiutato a crescere e maturare. La poesia, nonost
Commenti (1)
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Aldo Bilato20 maggio 2010
secondo me...è scritta benissimo!... ha un bell'incedere... un ritmo che coinvolge... per quanto l'argomento non sia così facile da trattare... complimenti. cià.
