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Fiabe 23 maggio 2010 · lettura 1 min · 2761 letture

L'Uccello

Calogero Pettineo 655 poesie pubblicate
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Dopo una rapida sosta un uccello verso il cielo volò restai immobile a osservare ricercava qualcosa per edificare un riparo poi volto il capo verso me mi squadrò accuratamente senza niente tralasciare e si mise a cinguettare In quell'istante mi parve di capire il canto e innanzi a quel piccolo uccello non ebbi la forza di mentire invidiavo i suoi baleni il levarsi nell'aria sprovvisto di catene libero Poco dopo un fragore lo scorsi vacillare precipitare dinanzi a me allungai una mano e lo sollevai nel medesimo attimo qualcuno picchiò alla schiena udii una voce -"quell'uccello è mio"- era un cacciatore
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Calogero Pettineo
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Commenti (17)

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L'ultimo sguardo con la morte accanto, pronta a ghermire anche chi dovrebbe poter vivere in piena libertà tutto il tempo che la natura concede. Uomini e animali sono accomunati dallo stesso assurdo destino, che impedisce loro una morte naturale, ma li rende vittime di una guerra dove l'unica vincitrice è la bianca signora...

A
Arelys Agostini23 maggio 2010

Una barbarie de nunca acabar... la muerte de millones de animales por causa de la caza indiscriminada... Como seres humano razonables que somos, todavía no queremos entender que estamos matando no solo a estas indefensas criaturas, sino causando un desbalance a este medio como a la misma naturaleza humana. Lírica interesantísima por el tema tratado. Complementi

Pino Tota23 maggio 2010

L'uomo che agisce contro un essere incapace (compie un atto o violenza sugli animali) di difendersi offende la nostra morale e mette a rischio la nostra convivenza etica... tutelare il diritto del debole di vivere, di esserci, di pensare e vivere diversamente secondo quanto la sua "natura gli permette", determina una crescita della società, dei giovani che vengono così educati al rispetto del diverso, del più debole e farsi carico di responsabilità cresciute, vissute e condivise... Ho apprezzato moltissimo questa tua poesia e i suoi bellissimi e significativi versi...

Kiaraluna23 maggio 2010

La prepotenza del possesso... niente è nostro... tantomeno la vita e la morte. Stupenda, profonda e amaramente vera.

Salvatore Ferranti23 maggio 2010

Una poesia che è un racconto che narra di una vicenda atroce. l'uomo è stato sempre il cacciatore più feroce... e questa è una cosa che deve far riflettere... versi molto ben scritti, ed apprezzati.

Nicola Melis23 maggio 2010

Mi piacerebbe tanto sapere che cosa hanno mangiato oggi tante di quelle persone che denunciano la brutalità di un cacciatore... un vitello stanco di vivere? un maiale che si è appena suicidato? o uno stupido pesce che non è degno di poter vivere sui fondali del mare?...l'uomo non rinuncerà mai a uccidere animali indifesi... le "bestie" assetate di sangue, i bracconieri, o chi impunemente mette a rischio l'esistenza di molte specie a rischio... questi sono i cancri da sconfiggere... queste fiabe dovremmo leggerle sempre.

Silvia De Angelis23 maggio 2010

Bei versi che si soffermano su un'amara realtà...a volte la freddezza e l'egoismo dell'uomo sono capaci di carpire la vita ad esseri nati liberi... Poesia piaciuta e molto apprezzata

letta tutto d'un fiato per arrivare alla fine, ma la fine è triste... iniziata come una favola e finita con la dura realtà...molto bella

Giorgio Lavino23 maggio 2010

Bella la strofa di mezzo ma tutta la poesia è ricca di luce poetica. Lirica molto apprezzata. Davvero

Berta Biagini23 maggio 2010

Una tristezza tremenda in questi versi che sarebbe auspicabile vederli stampati su dei libri scolastici, affinché con tutta calma vengano assimilati onde essere pronti un domani per imporsi contro simili gesta. Sentitissima.

Moreno il Duca23 maggio 2010

stupenda la tua poesia, ma quanta tristezza davanti all'egoismo degli uomini capaci consapevolmente di togliere la vita ad esseri liberi ma l'uomo non riuscirà mai a smettere di uccidere per suo divertimento e questa è una amara e triste realtà, complimenti

V
Violeta C23 maggio 2010

Poesia dai tratti onirici. L'intensità trova spazio nel meraviglioso mondo della natura... Bella lirica con note di protesta sul finale. Apprezzata

Giovanna De Santis23 maggio 2010

una fiaba che rivela una cruda realtà, l'uccello che libero vola e poi ucciso dall'assurda ferocia dell'uomo, versi magnifici contenuto toccante e condiviso molto, poesia apprezzatissima

L
Libera Mastropaolo23 maggio 2010

Seppure scottante l'argomento, la poesia è fluida e leggera, il linguaggio ricercato ma scorrevolissimo, molto piacevole alla lettura. Stretta di mano virtuale.

Nadia Mazzocco23 maggio 2010

Molto bella e delicata la prima parte e poi la chiusa in tutta la sua tristezza... molto toccante! Questa poesia, l'ho molto apprezzata, metto un fiocco rosso meritatissimo.

Raggioluminoso23 maggio 2010

Incredibile come il lettore si ritrovi immerso nella lettura di questi versi, per poi svegliarsi alla fine quando si intuisce la realtà dei fatti. Una lirica molto piaciuta

Vivì24 maggio 2010

Ho letto questa poesia e subito mi ha assalito un senso di serenità e di tenerezza, ma nella seconda parte, un brivido d'orrore mi ha percorso la schiena. Insomma il poeta è riuscito nell'intento di farmi condividere le sue stesse emozioni. Lirica apprezzatissima.