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Natura 23 maggio 2010 · lettura 1 min · 2264 letture

Come il gabbiano

Simone Bello 153 poesie pubblicate
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Ho peccato. Ho commesso il sesto peccato capitale. Ho provato invidia. L'ho provata per la fortuna di un essere speciale, che si libra nel cielo, e che sulle note del vento assapora ogni giorno il senso della libertà, l'essenza della vita.
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L'autore
Simone Bello

Sono nato nel 1990 tra le valli della provincia di Varese e ho sempre vissuto a Marchirolo, piccolo paesino ricco di storia e tradizioni. Da qualche tempo vivo a Chieti, dove frequento l'Università degli studi "Gabriele d'Annunzio". Il mio cuore è profondamente legato ad una terra fantastica, quella di Lucania, in cui

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Commenti (6)

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Silvia De Angelis23 maggio 2010

Chissà perchè, tutti agognianmo in modo davvero eclatante, un grande senso di libertà e di respirare profondamente l'essenza della vita... siamo prigionieri di un quotidiano che fra compromessi e "non libere scelte" ci condiziona a tal punto da farci sentire prigionieri della vita... Lirica condivisa, molto apprezzata

Kiaraluna23 maggio 2010

Non credo sia invidia,è solo la consapevolezza dei nostri limiti che non sappiamo né usare né accettare. Molto sentita e apprezzata.

D
Dario Fociani23 maggio 2010

usare l'invidia come riflessione su ciò che non possiamo essere. Complimenti, poesia molto apprezzata

Rita Minniti23 maggio 2010

Lo sguardo che va, oltre l'infinito, procura invidia... "sana invidia, nel non potersi librare con facilità nel cielo, allontanandosi da tutto ciò che circonda, pur sapendo che si può essere liberi anche nell'anima, se non col corpo. Certamente sarebbe incommensurabile provare a volare, com un gabbiano, provare ad essere un tutt'uno con l'essenza della vita. Una poesia molto riflessiva e particolarmente sentita dal cuore e dalla mente. Delizioso e suggestivo pensiero

Giovanna De Santis23 maggio 2010

Non è invidia è desiderio di esseri liberi e come il gabbiano librare volteggiare nel suo senso della vita, poesia sentitissima condivisa stupenda stesura complimenti Simone

Vivì24 maggio 2010

E' un peccato che ci accomuna tutti allora. Tutti quanti noi sogniamo di librarci liberi in cielo e salire il più in alto possibile. La leggenda racconta di un tale chiamato Icaro che con ali posticce si avvicinò talmente al sole che esse si sciolsero così come il suo sogno. Lirica molto molto apprezzata.