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Donne 26 maggio 2010 · lettura 1 min · 13866 letture

Le ragnatele della voce

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Non lo sopporto più... quella pioggia che cade come ghiande d'albe che piangono all'estate Non lo sopporto più... quella mano che geme trema come Aracne soffocata fanciulla che senza voce tesseva al respiro ricami d'oro che l'invidia d'ingenuità le portò corpo di ragno e filo di lino alla bocca E cuce ora dimore di capelli d'argento e i mezzi- demoni si divertono a distrugger le sue pareti senza mura Solo per aver dono di baci che i seni scomparsi ancora aizzano alla sovranità dei cieli E si masturbano le foglie alle lacrime sovrasta mondo di grigie pupille come specchio di clitoridi spezzati E si romperà l'ultimo chador dai fili d'amianto cucito dalle bocche delle tarantole prive d'occhi E si polverizzeranno al tonfo di caduchi tronchi, svenendo come ossa senza più anime di pelle rivestite, i sorrisi impavidi delle schiave dai turchesi intelletti.
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Aracne è una figura mitologica narrata da Ovidio, ma pare sia d'origine greca. Figlia del tintore Idmone, era abilissima nel tessere, tanto girava voce che avesse imparato l'arte direttamente d'Atena, ma lei affermava che fosse la dea ad aver imparato da lei. Tanto fu che sfidò la dea a duello. Atena si presentò e iniziarono la gara. Aracne scelse come tema della tessitura gli amori degli dei, il suo lavoro era perfetto. Atena si adirò,distrusse la tela e colpì Aracne. Aracne, disperata, s'impiccò,ma la dea la trasformò in un ragno costringendola a filare e tessere per tutta la vita dalla bocca.

L'autore
Giorgia Spurio
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Commenti (5)

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Raggioluminoso26 maggio 2010

Un mito che rivive in versi incredibilmente orchestrati. La lettura di questa poesia può andare oltre il senso letterarle e induce il lettore anche a pensare a scempi che vengono perpetrati ai danni di gionvanissime donne, di bambine che hanno il corpo tessuto dal dolore della privazione, per nefandezze che vengono compiute ai loro genitali. Comunque sia, si tratta di una lirica dai toni forti e urlati. Intensa

Antonella Bonaffini26 maggio 2010

Chissa quale il confine tra il mito e la realtà...per me sottilissimo... tu dipingi non scrivi! E' splendida

El Corripio27 maggio 2010

Avverto una maturità piacevole nello stile, consapevole. Le immagini sono sempre profonde e sanno scavare. La lettura è piacevole, con bei contrasti, sempre musicali.

Salvatore Ferranti28 maggio 2010

Un tuffo nella mitologia che mi ha affascinato tantissimo. versi che coinvolgono il lettore e lo proeittano in un'altra dimensione. quella del mito e delle storie avvolte dalla leggenda.

elena rapisa27 novembre 2011

Versi sapientemente strutturati rendono il tutto estremamente avvincente. Certo il mito si fonde con il presente e la chiave di lettura si fa ancor più ampia e profonda. Vendette antiche si rivelano in soprusi e violenza dell'oggi