Pàre ti

Non sono io
a decidere il colore di quelle pareti,
a preparare il tuo caffè al mattino.
Sottrarti a calde coperte,
per rimpinzare d'aria il cuscino.
Parlarti... e parlare
e non chiedere come va,
come ti trovi ora che è tutto normale.
Sorridere e divagare,
rapirti in un istante di strampalate parole
e subito odiarti nel scoprirmi banale.
Senza una fine questo inizio di assenza
vuoto, colmo, resto, parto...
mentre penso al colore della tua stanza.
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Commenti (3)
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Shelly Nicole Del Santo27 maggio 2010
E' un po' come parlare a sé stessi ...istintivamente facciamo quello che è nella nostra interiorità scoprendoci poi soli nella normalità e le pareti sono il guscio in cui ci vogliamo rinchiude per sottrarci alla banalità.Poesia molto bella e profonda
Siddharta Giorgio Raco29 luglio 2010
Il colore delle pareti e il caffè di primo mattino... la stasi aleggia in questa casa... L'amore viene soffocato dall'assenza di luce... la luce dell'anima... Ma basterebbe una scintilla karmica a rendere viva e colorata queste quattro mura? Al cuore l'ardua sentenza...
alessandro mazzeo2 agosto 2010
chi ben comincia... sembra di sentire il sapore dolce amaro della solitudine...


