E apri a me le tue braccia

Guardami, Persefone, andare in frantumi;
per te, prigioniera di mie brame,
Consumarmi d'amore fra fiamme e lumi,
strappata al silvano mondo e fogliame.
Nè vorrei essiccare questo fiore,
nè annerirlo di cenere e male,
ma io Re di panico, tuo rapitore
patisco del tuo bisogno che m'è fatale.
Spento il fuoco ch'arde d'acido veleno,
aizza ardore, incendia le smorte vene.
Superba musa dal bianco seno
Osservami bruciare gracile vermene.
Venere di dannazione,
sciogli il mio mondo che l'odio agghiaccia
e apri a me le tue braccia.
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Commenti (1)
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Giorgia Spurio29 maggio 2010
sono sempre rimasta affascinata da questo amore. il freddo e insolente Ade che si innamora della giovane e bella Persefone, figlia di Demetra, non dimentichiamoci... in qualche modo quindi figlia della Primavera. il contrasto di questo amore... i loro opposti... la lugubre austerità e forza di Ade che si scioglie di fronte l'ingenuità di Persefone... egli si innamora... già anche il più duro dei cuori che non ha pietà per i morti si innamora e sarà capace persino dell'inganno pur di avere la sua sposa. e in questa poesia, il potente dio degli inferi sembra trasformarsi in uomo. l'amore sa cambiare il mondo... e l'uomo a frammenti non sa più vivere senza la sua donna. bellissima
