Le corde del paradiso
Giorgia Spurio
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Se l'acacia avesse ali,
farfalle che fossero dorate
da fiori che le nuvole
gli olimpi non tenessero
a sé egoisti dèi
dei silenzi d'acciaio
Se le voci non avessero gusto di miele
profumo che rapina le dita
dell'antiche coscienze
Se gli angeli
non sorridessero come i fantasmi
mostrando la loro testa decapitata
Accoglierò sulla mia lingua
ogni tua lacrima
Ridonami vita
dalla pelle del tuo manto
e sui tuoi occhi chiusi
poggerò i seni floridi
delle ingenuità vergini
Bianche vette
sui monti ancora la neve
ad acclamare
le bocche dei ciliegi
Sfiorami...
Chiuderò palpebre cieche
Ricucio il mio cuore
e donerò alla tua mano
la mia anima da baciare
Saranno corde
che vorrò nel paradiso
portare agli anelli
dove infilate tengo le tue labbra
Bocca tra statua e carne
sui pizzi delle terre celesti
che ai miei rosei nettari
avrò seno solo per le tue labbra.
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Giorgia Spurio
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