Manifesti
C’è scritto un po’ di tutto in manifesti
che tappezzano i muri delle vie:
partite di pallone, prezzi onesti,
politici comizi, pizzerie.
L’occhio si posa lì distrattamente,
ha altro cui pensare la tua testa,
e la lettura è rapidamente
dimenticata: dopo niente resta.
Però mi è capitato proprio ieri,
accanto a tanti morti sconosciuti,
di leggere ben poco volentieri
nome e cognome da me ben saputi:
il compagno di classe, anzi di banco,
per due o tre anni nella scuola media
a vivere era andato sopra un banco
di nubi, a recitar nella Commedia;
il compagno da me sempre invidiato
per la bellezza, per i movimenti
agili e scaltri, via se n’era andato
nel mondo immoto, privo di fermenti.
(Il legno di quel banco, trasformato
in triste bara per sua compagnia,
deciso aveva di tendergli agguato,
nell’attesa che arrivi l’ora mia.)
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (1)
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Ela Gentile31 maggio 2010
Molto piacevole a leggere questa tua scorrevole e musicale, anche se l'argomento mette tristezza. Apprezzata molto.
