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Donne 31 maggio 2010 · lettura 2 min · 4404 letture

Ricoperta dalla testa ai piedi, mi denudo

Barbara Golini 817 poesie pubblicate
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Scopri vesti impeto di gioia, osservi senza alcuna malizia naturalezza del gesto soffice bambagia scorre su seno scompare ogni remora, ogni abito di cui la tradizione c'ha rivestite scoprir di spalla Pushkin e caviglie Odessa, odalisca ode alla puttana carne regna sovrana la mela del peccato non è marcita ancora tra le mani porta pena vela il tuo volto ribellati, il burka del futuro sarà rivoluzione dietro alla ragione nasconde pudicizia sporcizia, animo ribelle ingenua donna fragile pensiero, cedi volentieri a velo che copra mondo, resti chiusa dentro un tuo sentiero Avvakum ricordi quel tuo viaggio? d'un'India emancipata mi dicesti donavan il maggior pregio al proprio ospite, per renderlo sereno e ben accetto nel letto della moglie lo cacciavano e lei dono regale apriva gambe a tanto amore senza risplender dolore, gioia o ribellione "oggetto" di tale attenzione. noi siamo qui satolle e emaciate dislessiche, distorte, disanimate sorridono le donne al sacrificio ch'altro insegnamento non fu a noi gradito a tal violenza storica, quantomeno culturale ribello il mio sentir, ch'è poco male giaccio tra candide lenzuola con chi rispetto anima e consola così si senton vere e realizzate donne d'un futuro, emancipate.
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"la carne è peccato. Così dice il Papalagi. Poiché il suo spirito è grande grazie al suo pensiero. (...). Il petto su cui ondeggia l'onda del respiro, è dimora del peccato Le membra con le quali la vergine ci offre una danza sono peccaminose. E anche le membra che si toccano per fare la creatura a gioia della grande terra, sono peccato. Tutto è peccato ciò che è carne. In ogni tendine c'è un veleno, un subdolo veleno che passa da creatura a creatura. Chi anche solo guarda la carne, sugge il veleno, ne è ferito(.) Così dunque dicono le sacre leggi morali dell'uomo bianco." TuiaviiDiTiavea

L'autore
Barbara Golini

Sinceramente a me non serve proprio nulla, se non il mio animo (M.Cvetaeva) Grazie. Barbara ....non ho mai iniziato, né mai finito.......

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Commenti (6)

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D
Dario Fociani31 maggio 2010

meravigliosa lirica, un pensiero ad un problema eterno, un grido di ribellione che però non aspira ad una rivoluzione sanguinolenta; "denudatevi", togliete quelle vesti- carceri che incatenano la donna ad un ruolo di emarginazione sociale e culturale... Mi è piaciuta moltissimo. Complimenti

m
marcello plavier31 maggio 2010

questo giusto sentire il possesso maschile là dove cultura è ancora ferma sul dominio del maschio. e con i tuoi versi colpire come mannaia questo modo di vivere confrontandolo velatamente con chi vive in un mondo che sa attribuire le parti nel vivere e nel talamo, in modo paritetico o quasi. Sei grande, brava, bellissima poesia.

Moreno il Duca31 maggio 2010

una stupenda poesia su come ai giorni nostri le donne sono ancora sottomesse, un forte urlo di ribellione, più che condivisa la trovo giusta nella tua poesia, inchini poetessa

Aldo Bilato31 maggio 2010

la chiusa evidenzia una sensibilità non comune... richiama alla mente donne di gran spessore... quale, se ne evince, tu sei... il contenuto è evidente... ma ancor di più s'intuisce... un'anima femminile combattente... il ritmo poi del verseggiare... stupisce per il suo cadenzare... è colta la metafora e si coglie... come d'autunno colorate cadono le foglie... cioè caldi e soffusi intendimenti... splendida! complimenti. cià.

Stella Corrado31 maggio 2010

La tua poesia è La rivoluzione! Penso che tante donne si rivedono nei tuoi versi, sei stata bravississima! Purtroppo molte di loro ancora non sono abbastanza mature oppure non lo saranno mai. Spero che ascoltino questo tuo GRIDO... grazie!

F

Strabiliante tale è l'intensa profondità di questa lirica che apre ad immagini forti che il tambureggiare dei versi rende vibrante ed originalissima. Assai piaciuta