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Introspezione 1 giugno 2010 · lettura 1 min · 6738 letture

Lui (il dolore)

Anna Elvira Cuomo 263 poesie pubblicate
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Il dolore non ha età non ha metro né misura Il dolore è di chi lo patisce chi lo vede dal di fuori Vede solo i suoi colori mentre fiorisce Il dolore Corrode e usura; chi lo porta in grembo lo culla, lo cura e lo alleva come fosse una sua creatura Il dolore non ha sesso assale chiunque senza chiedere permesso prima affatto lo riconosci ti abitui a lui non lo lasci Il dolore si compiace Di quello che riesce a fare gioca con il suo padrone quasi a complice diventare Il dolore puzza! Tutti fa allontanare Il dolore può essere tuo amico E resti solo, le sere, quando ti scopri ad inventare mille modi per andare con "lui" a farti compagnia
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L'opera d'arte qui raffigurata è della mia scultrice/pittrice preferita RABARAMA (al secolo Paola Epifani) Si danza con lui, al ritmo della mia musica, cercando di "ammaliarlo" e sottometterlo... diventando sue "puttane" pur di costringerlo al nostro volere, ci sottomettiamo per chiedergli una grazia quella di lasciarci in pace...

L'autore
Anna Elvira Cuomo

Anna Elvira Cuomo, nata a Taranto, città in cui vive e lavora, si definisce “narratrice per diletto, pensatrice per difetto”. Ama narrare in lirica e in prosa, poiché scrivere per lei è un momento ludico ma anche di catarsi. La scrittura, di fatto è una passione che coltiva e custodisce gelosamente. Raccoglie emozioni

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Commenti (7)

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è una compagnia che non piace a nessuno, ma a chi capita purtoppo lo deve sopportare. magistralmente metti il dito su una piaga che abbiamo assaporato tutti... messa così in poesia è una stupenda riflessione umana... come divina poetessa che ti fa onore... questo poetare sul dolore ... lo fai diventare affascinante... che meravigliosa bravura... abbraccio

Kiaraluna1 giugno 2010

E'...difficile dire cosa mi trasmette questa tua poesia...è un colloquio con sè stessi, cercando un altro nome per quella morsa che stringe sempre di più,ma non abbastanza per far sparire per sempre la sofferenza. Una lirica che trovo grandiosa, densa di emozione amara e consapevolezza.

luigi881 giugno 2010

Anna, il dolore lo descrivi personificandolo, segno del fatto che "lui" stesso può assumere le sembianze di un essere umano in sè...mi hanno colpito le similitudini riferite al dolore; mostrano una familiarità ed una conoscenza ravvicinata con questa "compagnia"...questa poesia si inserisce bene nella serie delle tue. La forma è sempre piacevole e leggera da leggere, in contrasto con la serietà del contenuto... chapeau!

Luciano Tarabella2 giugno 2010

Composizione veramente d'alto lignaggio. L'unica cosa che mi disturba un poco è quel "puzza" buttato lì ma il dolore si merita anche di peggio. Personalmente credo che soffrire sia una delle tante afflizioni dell'anima che non possa essere trasmessa a " chicche e sia" (Totò) Brava Anna però, ogni tanto, guarda anche oltre te stessa. (prezzo di questo commento: un bacio (IVA compresa)

Ho sempre sostenuto che il dolore non si possa condividere. E' una pelle che aderisce alla nostra, è una morsa che stringe e soffoca, una possessione assoluta che si compiace della nostra esclusiva compagnia, che ci plasma, ci incatena, ci dilania a poco a poco come l'aquila di Prometeo... il dolore...

Saverio Chiti2 giugno 2010

il dolore fa compagnia... si, si gran compagnia! ma crea anche alibi... a lui vengon date tutte le colpe, anche della nostra scarsa "voglia" di viverlo! e di vivere la vita, andandogli incontro, invece di scontrarsi con essa. malinconicamente bella... ma come ha detto 'i Tarabella... bisogna anche saper guardare oltre!

Mimmo Mariano21 ottobre 2011

Bella considerazione tanto profonda da mettere i brividi. E' difficile, secondo me, mettere in versi qualcosa che si accosti al tema da te proposto ma sembra che tu ci sia riuscita egregiamente, lasciando nell'animo del lettore severe note di inquietudine.