416 lettori online · 359.798 poesie · 7.563 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Riflessioni
Riflessioni 2 giugno 2010 · lettura 1 min · 1733 letture

Immortalità

Massimo Mangani 200 poesie pubblicate
+ Segui
Cosa resterà... di nostra essenza ricordo sbiadito di nostra esistenza occasion di ricorrenza per qualch' erede a lenir coscienza quando il vento o sì tiranno avrà disperso ultimo granello solo lo scritto rimarrà a modello e in periodi vuoti quali viviamo e ancor di più innanzi abbiamo convinti sempre più dell'inconsistenza e per paura della domani assenza stemperiamo proprie solitudini e mancanze tutti ponendo inchiostro su organze forse sol per questo che ogni umano in tal momento di se vuol lasciar mano. Siamo il "Nulla" ma non ci diamo pace pertanto il nostro cuor non tace e convinzione vuole parol di noi restando donino immortalità nel nostro vacuo agonizzante mondo.
♥ 0 💬 11
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Massimo Mangani
Tutte le opere →

Commenti (11)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Clara Gismondi2 giugno 2010

Capisco fin troppo bene cosa vuoi dire... L'esigenza del cuore di far uscire le note che dissonanti o assonanti urlano per uscire va di pari passo con il desiderio che tali espressioni dell'anima vadano ascoltate e non finiscano nel tombino e ancor più giù... La carta, lo scritto ha un valore anche per l'autoanalisi che ne esce fuori. Non so se ti capita di rileggere le poesia che hai scritto e di leggere di più di quello che la tua consapevolezza in quel momento conteneva... Forse è normale ma ogni volta mi sembra una cosa straordinaria... Siamo tanto Massimo e quel qualcosa che esprimi è una grande verità e urla per uscire! Anche quando l'urgenza di un'emozione personale ci riempie il cuore siamo collegati con la vita degli altri! B.ma

Raggioluminoso2 giugno 2010

"Polvere eri e polvere ritornerai" e mi viene alla memoria questa frase che ci ricorda della nostra inconsistenza. La cosa peggiore è la fine del pensiero - la nostra esperienza di vita, le nostre emozioni, il nostro sentire, agire, tutto perso nella cenere del vento. Forse l'emozione e lo stato d'animo scritte in versi, possono lasciare traccia di noi oltre le ricorrenze canoniche. Ma molto e molto di più si potrebbe scrivere su questa poesia. Questa mia considerazione è solo una delle sfumature. Piaciutissima per il grande spunto di riflessione donato e per la stesura dei versi!

Salvatore Ferranti2 giugno 2010

cosa rimarrà di noi e della nostra grande voglia di fare e di amare? cosa rimarrà di questi pensieri che trasferiamo in versi, di questo nostro bisogno di comunicare? poesia che mi ha emozionato tantissimo... molto suggestiva.

Silvia De Angelis2 giugno 2010

Il pensiero della fine ci spaventa perché ignoriamo a cosa andremo incontro esattamente e lungo le nostre riflessioni batte anche il meditar su cosa resterà di quanto abbiamo fatto ed elargito nel tempo... Lirica molto apprezzata

Lasciare un segno del nostro passaggio, perché ci si ricordi che siamo esistiti, che abbiamo riempito uno spazio, che abbiamo fatto parte anche noi dell'immenso puzzle dell'universo. Umile, minuscola, insignificante tesserina, che tuttavia lascerebbe un vuoto, se non fosse collocata al suo posto... Allora "poniamo inchiostro su organze". Non importa se si tratta di un'opera d'arte: in quelle parole ci siamo noi, in tutta la nostra essenza.

Una riflessione acuta sulla nostra esistenza. Da sempre l'uomo ha sentito il bisogno di lasciare un segno del suo passaggio. Già nell'era più antica della quale sono rimasti i segni, l'uomo disegnava sulle rocce, limava le pietre lasciando le tracce del suo vivere e che tuttora servono a noi per capire l'evoluzione della nostra esistenza.

Carlo Fracassi2 giugno 2010

Complimenti! E' proprio da una riflessione simile alla tua, scritta nell'86, che da due mesi a questa parte sto scrivendo la mia storia familiare sperando che qualcuno fra i miei discendenti la voglia continuare. Sono andato a ritroso sino al 1746 scoprendo storie straordinarie, altrimenti destinate a cader nell'oblio del tempo. Questo che tu dici è l'unico mezzo per lasciare una traccia in questo malnato mondo che tuttavia non ci rassegnamo a dover lasciare.

Antonio Biancolillo2 giugno 2010

...e chi saprà passare lasciando qualcosa del suo profumo... non passerà inutilmente... il suo ricordo sarà per sempre... e ogni volta che ti leggerai... ogni volta che ti leggeranno sarà come se il tempo si fosse fermato... e i tuoi versi lo sanno fare... Stupenda nella sua profondità...una riflessione che accomuna tutti... Sei stato superlativo...

Daniela Ferraro3 giugno 2010

E' angosciante il pensiero di scorrere via come tutte le cose inerti senza lasciare un ricordo di noi se non negli stretti parenti... ma la poesia, diceva Ugo Foscolo, rende immortali e questo non valeva solo per l'oggetto del canto ma anche per l'autore. del medesimo...

Io la vedo così...al di la di quel che possiamo rimanere noi, quello scritto quella foto, ci sarà in futuro chi copierà nostri gesti, penserà secondo nostra educazione, e sarà lì l'impronta di noi... E la paura del domani non ci dve fermare, ma far andre avanti e pensare che è quel giorno in più per crescere e far crescere... Stupenda lirica molto intensa applausoni!

Angela Rainieri6 giugno 2010

Siamo piccoli granelli di polvere che lasciano orme sulla sabbia e parole mute che gridano al vento come scia del loro passaggio... Profondamente significativa, elaborata in uno stile elegante e pregevole. Piaciutissima.