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Riflessioni 2 giugno 2010 · lettura 1 min · 2441 letture

Miraggio del nulla

Rossella Gallucci 312 poesie pubblicate
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Qual barca all'onde avvicinerà il suo passo? Quale follia potrà spingerla nelle fauci di questo mare nero - inchiostro? Solo un folle chiederà una bussola inseguendo l'ombra di una stella ad indicar il cammino. E quando, inebriato dallo sciabordio, si sarà spinto oltre la linea dell'infinito, la notte avrà inghiottito anche l'ultimo raggio di luna - bussola ferma verso un unico punto cardinale - E sarà come guardare un corpo altro da sé mentre vertiginosamente girerà a tondo inabissandosi nel nulla.
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Non riesco ad intravedere un cambiamento in positivo nel futuro del nostro paese. Sembra vogliano solo rimbambirci di chiacchiere e vuoti proclami...

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Rossella Gallucci
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Commenti (13)

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Raggioluminoso2 giugno 2010

Quando l'animo ha pensieri tristi e non vede la possibilità di agire un cambiamento attivo, allora può succedere che ci si scomponga e che l'anima diventi nostra alterità, pensando di poter agire un cambimamento e semplicemente rimaniamo ad osservarla per ciò che è stato o ciò che sarà. Lirica molto significativa, stupende le metafore usate. Letta con piacere ed interesse!

Danielinagranata2 giugno 2010

Mi unisco al tuo profondo sentire stiamo andando sempre più alla deriva poesia che fà riflettere e meditare molto piaciuta e apprezzata

Clara Gismondi2 giugno 2010

Una barca alla deriva che si avventura suo malgrado oltre i confini del decifrabile... Non c'è timoniere esperto e non ci sono le condizioni atmosferiche giuste... Il mare nemmeno pare accordarsi. Forse potrebbe accadere l'irreparabile? Una lirica che al di là del significato si legge tutta d'un fiato, molto bella!

Giorgia Spurio2 giugno 2010

la barca... della follia e le fauci del mare nero come l'inchiostro. folli anime senza bussola che pazze la chiederanno per inseguire l'ombra di una stella. e quando oltre l'orizzonte, quella linea dell'infinito, lì dove la notte avrà inghiottito l'ultimo raggio di luna... quando ciò avverrà, la bussola si fermerà. e sarà come guardare se stessi in altri se stessi per cadere nel nulla tra le vertigini dei punti cardinali. bellissima

Salvatore Ferranti2 giugno 2010

a chi lo dici... a me il futuro sembra nerissimo. c'è la crisi, c'è la mafia, ci sono le raccomandazioni, c'è chi comanda che non ha voglia di cambiare, perché cambiare non conviene a chi sta bene... poesia che mi ha molto coinvolto e spinto ad un ulteriore riflessione... molto bella.

Rita Minniti2 giugno 2010

Un verseggiare sobrio e immediato in una poesia indiubbiamente efficace e scritta con bravura, dove il mettere a nudo, con altrettante efficaci metafore, la condizione "dell'oggi", risulta disinvolto e significativo. "Qual barca/all'onde avvicinerà il suo passo?"... è così che inizia la poesia, con una domanda, quasi, di condanna rivolta ad una situazione ben più difficile a risolverla che a parlarne, dove la riflessione diventa sempre più pungente, man mano che si va avanti nella lettura. Il mondo d'oggi, così difficile da gestire, rimette alla mente paure, illusioni, quelle appunto di chi, oserà essere così folle da buttarsi in una partita già persa in partenza e che, si riflette in un male, che non potrà né essere combattuto né svanire!

Kiaraluna2 giugno 2010

Come un vortice sul mare turbina la vita con le sue illusioni e bufere di sabbia, che comodamente vanno a coprire ciò che meglio è non si veda. Uno stile sobrio e intenso che molto bee esprime il diagio d'un'esistenza dai contorni sempre più oscuri. Apprezzata moltissimo.

Moreno il Duca2 giugno 2010

sono pienamente d'accordo con il tuo sentire e condivido in toto tutto quello che hai scritto, è questa una poesia che moltissimo ci fà riflettere piaciutissima inchini poetessa

Io mi immagino il Maelström, che tutto inghiotte, senza scampo. Ecco il nostro destino. Più noi continuiamo ad agitarci inutilmente, più ci avviciniamo inesorabilmente al punto di non ritorno e la nostra civiltà avrà fine. Sapremo girare il timore e ordinare "indietro tutta"? Dobbiamo, se vogliamo salvar la nave...

Rita Stanzione11 giugno 2010

E' una lirica dal significato profondo, invito a riflettere sulle rotte della vita dell'uomo, sconosciute e fatali, il tutto espresso con maestria nella scelta delle immagini! Piaciutissima!

Aldo Bilato12 giugno 2010

no comment!... soprattutto sulla nota, se no m'incazzo!... dico solo che sono contento di me... perché i miei autori nei preferiti... li scelgo bene... complimenti Rossella... cià.

Giorgio Lavino12 giugno 2010

Sempre belle le tue poesie. Era un bel po' che non le leggevo. Ne ho sentito la mancanza. Purtroppo il tempo è maledettamente poco. Anche questa poesia non difetta del tuo tocco, il tuo inconfondibile stile. Un abbraccio sincero.

Antonio Biancolillo14 giugno 2010

...e sembra così...tutta una follia il nostro cammino... un cammino dentro quel nulla che svuota i pensieri di possibili cambiamenti... Una riflessione di un sentire molto profondo che si snoda in versi di grande raffinatezza... Elegantissima lirica...