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Poesia 2 giugno 2010 · lettura 2 min · 5605 letture

La mia Italia del 2 giugno 2010

Giuseppe Monteleone 588 poesie pubblicate
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La mia Italia sbaglia i congiuntivi se avrei un lavoro potessi sposarmi mettere su famiglia fare dei figli accattare una casa con il mutuo. La mia Italia sbaglia gli ausiliari io lo ricordo ho andato in Germania per lavorare in una falegnameria lassù al freddo nei pressi di Stoccarda. La mia Italia parla ancora in dialetto pei figghj mei nun ce sta u' travajju u' futuru è nu pochu assai scuru scuru bisogna avere molta fiducia nel governo. La mia Italia ha comprato il decoder vuole passare molte ore della sua giornata davanti alla televisione vuole SKY le partite sulla piattaforma Mediaset La mia Italia non vuole pagare le tasse la mia Italia ha esposto la bandiera il tricolore sui balconi sulle finestre la mia Italia non sa chi è Garibaldi. La mia Italia non sa che oggi la Monarchia compromessa con la guerra e le leggi razziali ha perso il referendum sulla forma di Stato il re si n'è fujuto dall'Italia. Le donne della mia Italia hanno votato per la prima e significativa svolta la mia Italia è un'Italia democratica.
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Italia... Europa... Mondo... forse non basta essere solo italiani... ma sarebbe un buon inizio...

L'autore
Giuseppe Monteleone

Sono nato a Locri (RC) il 23 settembre 1957 nella casa del Gelsomino, nel quartiere della Ficandianara tra il mare e gli aranceti della costa ionica. Ho vissuto fino al 1970 a Santa Caterina dello Ionio (CZ) in mezzo alle Serre calabresi e mi addormentavo con la luce del faro di Punta Stilo. A Vinci (FI) la città di

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Commenti (4)

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davina162 giugno 2010

si, vero, e potremmo aggiungere tanto altro, la mia Italia che non legge non un libro ma nemmeno il giornale che tristezza, mi è piaciuta la tua poesia, e ovviamente la canzone

Raggioluminoso2 giugno 2010

Meravigliosi versi, che esprimono varie sfumature dell'esser italiani e che getta un occhio alla globalizzazione. Mondo in cui i veri passi efficaci per uno sviluppo sostenibile, sembrano di un'altra galassia. Confini sempe più labili, perché gli uomini appartengono alla terra e senza alcuna distinzione. Lirica molto sentita e totalmente "volebbi" condividerla all'insegna della localizzazione delocalizzata. Piaciutissima!

Sergio Melchiorre2 giugno 2010

Poesia molto significativa, suggestiva e bella! ottima anche la scelta del video!

Barbara Golini2 giugno 2010

Che bella! Io abito a Stoccarda! Capisco bene quello che scrivi, in tutti i sensi... piaciuta tantissimo!