Sonetto del disgraziato
Non avevo che avanzare da solo
per quelle strade appannate di noia,
navigare nel canale di scolo
fingendo bene un sorriso di gioia.
Mi sentivo come fossi a Venezia,
un gondoliere che porta la sporta
alla già vecchia megera Lucrezia
che pe' 'l canal vuole sempre la scorta.
Talvolta mi sentii come Caronte
che traghetta gli invisibili morti
per il fiume infernale, Acheronte;
così raggiunsi indicibili porti
e scoprii che non si torna alla fonte
ma alle fogne con i ratti e gli storti!
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L'autore
workinprogress
Un solo motto, ad accompagnare la mia vita: "parla solo quando hai qualcosa di interessante da dire". Infatti, perlopiù sto zitto.
Commenti (2)
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Enio Orsuni7 giugno 2010
gran bel sonetto, buon contenuto ma curerei di più la metrica dei quarti versi delle quartine quartine. molto apprezzato il resto
Alessio Renna8 giugno 2010
L'opera è stata molto apprezzata, sia come struttura (intendo la musicalità delle strofe perché di metrica ancora non me ne intendo molto, ma sopratutto come contenuto, condiviso in alcune delle mie. I paragoni utilizzati e la chiusa (secondo il mio modesto parere le parti più importanti di una poesia del genere) sono veramente azzeccati

