Calore di un gioco
All'ombra di un vecchio lampadario
avvolta da tiepide risate
ho assaggiato la "carne degli angeli".
Sa di ambrosia e di divino zucchero,
dello stesso effimero infinito del suo sguardo.
Ha il sapore del desiderio
ed il retrogusto agrodolce di sentimenti celati.
Eterni minuti sospesi nella magia,
i miei occhi fissi nei suoi e i suoi nei miei,
la nostra pelle sempre in crescente contatto
e le nostre mani alla scoperta di ciò che ci stava accadendo.
Immenso calore che si è fatto fuoco
e poi
infinitamente ancora calore.
Un gioco divenuto fiaba,
un nulla divenuto tutto.
©
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