Non capisco dov'è...il divertimento
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (4)
poesia che condivido. dal primo all'ultimo verso. Non si può stabilire matematicamente cosa sia poesia e cosa sia prosa. ed inoltre, la poesia contemporanea è una poesia comunque prosastica. Bisogna lasciare libere le persone di scrivere come vogliono, come sentono. senza restrizioni, e senza regole fisse. altrimenti saremmo tutti dei cloni, che scrivono nella stessa maniera, e parlano delle medesime cose. viva la libertà, viva la poesia!
il sentire del cuore non si discute esso è amore e lo scritto lo impersona... speriamo solo di esercitare in noi quell'essere che doniamo, con gioia... un bacio e un abbraccio
in effetti la poesia non è altro che l'espressione della propria esistenza fatta parole. c'è chi disegna, chi intaglia con il coltellino legnetti trovati nel bosco e chi usa lettere in successione per raccontarsi . qualche volta (spesso) è un raccontare solo a se stessi, poi si vuole anche portarsi agli altri come si fa su questo sito, ma resta sempre un movimento interiore che tale deve restare ed essere rispettato . comunque in questi versi c'è il mio concetto di poesia.
Meravigliosa, quale fiocco, quà ci vuole una cravatta e un papillon da fissare su questa poesia che è come una giacca, si posa sui pensieri di tutta una categoria che crede alla poesia come strumento di pensiero e di riflessione e non come arte figurativa, a incorniciar e imbellettar ci pensa già tanta pittura, la parola, sopratutto in tempi come questi, dovrebbe essere usata in altri modi, da altre menti, altrimenti a che serve? Grande, complimenti!


