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Introspezione 8 giugno 2010 · lettura 1 min · 3056 letture

Personaggi

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Personaggi finiti in "Wikipedia", conosciuti durante la mia vita, ed uomini sfiorati con le dita, che non stavano certo nella media; parecchi volti popolato un mondo e formato il mio modo di pensare hanno nel tempo, lesto nel passare, e dato un contenuto a me profondo: il professore Rossi, l’iberista, e Bartali quand’ero io bambino, il vescovo Riboldi da vicino, Alessandro Bausani, l’iranista. Ben più delle persone che ogni giorno costretto sono spesso a frequentare, hanno lasciato questi ed altri un mare di ricordi cui appena posso torno.
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Qualcuno, forse, leggendo questa mia modesta composizione, può avere pensato che io sia vanaglorioso nel vantarmi di vecchie importanti conoscenze (soprattutto in ambito universitario) . Ebbene, è fuori strada. Questa poesia nasce da una profonda sofferenza, quella alla quale, se non erro, anche Papa Wojtyla fece una volta cenno. Egli disse, più o meno: "La vera difficoltà non è quella di scalare una montagna, bensì quella di discendere poi da essa" . Dopo avere frequentato la scuola, per tredici anni, con interesse e risultati altalenanti, trovai finalmente nell'Università la mia vera meta, il mio Eden dal quale non mi sarei voluto più staccare: il giorno della discussione della tesi di laurea ero triste, perché mi rendevo conto che quell'esperienza affascinante era giunta alla fine. Mi sarebbe piaciuto restare per sempre lì, in quella specie di convento laico, a fare delle ricerche linguistiche, e viaggiando di tanto in tanto per studio in varie parti del mondo: ma si sa che queste attività sono per pochi eletti! Per guadagnare qualcosa accettai, come tanti, di entrare in quella grande chiesa che è la scuola, ma mi accorsi subito che una chiesa di preti non è come un convento di monaci... Ho percepito uno stipendio sicuro, ma col senno di poi posso garantire che mi sarei accontentato della metà all'Università, perché ben più dell'altra metà mi sarebbe stata data dalla soddisfazione apportata dalla frequentazione costante dell'alta cultura!7 maggio 2014
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (3)

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parole meravigliose sei un grandissimo poeta ... dal cuore nobile... sei uno splendore... complimenti un radioso abbraccio... con tutto il cuore... amico poeta

Monilèo8 giugno 2010

Gradevolissima poesia, in stile... Terracciano! Mi fa piacere tu abbia rammentato Bartali, uno proprio di queste mie parti, che quando apriva la sua boccaccia diceva sempe pane al pane e vino al vino. Ricordi la sua famosa battuta, entrata nei classici?"Per me gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare!" E se avesse potuto partecipare a questo sito, chissà quante volte l'avrebbe anche qui ripetuto!

Calogero Pettineo8 giugno 2010

Condivido questa splendida riflessione che giustamente recita il valore che ognuno di noi può trasmettere agli altri naturalmente se l'altro e disponibile ad accoglierlo. Molto apprezzata.