Ho visto un re
Ho visto un re sporco di fango
con un cartone come regno
i lineamenti da fandango
tutta una vita data in pegno.
Un cassonetto per dispensa,
le mani nude come piatti,
il marciapiede la sua mensa
per commensali quattro gatti.
Sfida gli sguardi della gente
che lo soppesa con disprezzo
per tanti invece è trasparente,
alcuni schifano il suo olezzo.
Lui non abbassa mai lo sguardo
anzi lo punta regalmente
penetra il mondo come un dardo
del suo disagio indifferente.
Ha come scettro in una mano
una fotografia ingiallita
volti perduti un dì lontano,
togliendo il senso anche alla vita.
Non la racconta la sua storia,
è tutta lì nella sua mente
mentre inseguite soldi e gloria
rendete onore al re del niente.
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Commenti (1)
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workinprogress9 giugno 2010
Bella poesia, bell'argomento. Qualcuno diceva che non ci sono abbastanza parole per raccontare il niente, ma le tue arrivano e come. Letta con piacere.