Fragilità
Il cielo sereno: è primavera.
Il sole alto segna l'ora
e lo scoglio solo ch'era
al moto suo il mare amaro odora.
Là, due piccole grandi vite
giocose a parlar tra loro,
in un attimo nell'oblio smarrite
con urla e grida a far da coro.
I pianti or sono inutili,
inutili or sono i rimpianti.
Misero chi ha creduto all'eterno
si ritragga alla buia morte,
che né paradiso né inferno
dopo d'essa ci dà in sorte.
Nulla sarà questo passaggio
quando capiremo il suo gesto,
nulla resta del messaggio
di chi andando via da questo,
di un altro mondo non fa testo,
ma a chi ancor cammina ricorda
d'avanzar finché la strada avanza
e di esser ai problemi sorda
perché la fine non sia mancanza!
Angeli innocenti caduti al cielo,
non voltate le spalle al terreno,
se potete stendete un velo
al mondo ormai d'orrore osceno.
Sarete di certo per in vita
nella memoria dei cuor mai sbiadita!
©
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Commenti (1)
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Calogero Pettineo10 giugno 2010
chissà perché leggendo questi versi mi viene in menta la poesia di "Toto: La Livella", bel testo e giuste riflessioni. dopo la morte... il niente? mmmm. Apprezzata
