Ci sono olive sul tavolo
Ci sono olive in un piattino sul tavolo.
E tazze. Un libro. Dei fogli.
Il portacenere colmo.
Intenzioni.
Ci sei tu. Seduto sulla sedia vuota.
Una lucidità improvvisa e inattesa.
La volontà di non stare più male, di non patire l'assenza.
Mi è parso, un attimo fa, di afferrarla quest'assenza
Come necessario punto di caduta.
Si staglia la quotidianità.
Riprende l'accadimento. Sottotono.
Ho cose da dirti.
L'ultima lettera. Che non è un ultimatum.
Determinazione e amore.
Mi pare strano questo fuggir via
Da te che pure amo
Oppure portarti appresso poco a poco
Fino a dividere con te
L'abito, la fame, la fragilità, l'idea.
Nell'aria scolpita dai nostri pensieri
Spezzato l'incanto
Frantumato da parole tristi e stridenti
Resta l'umiltà impudica dell'intento.
Lo scirocco batte e impazza.
Ricompone le ferite e dà fiato, sgombra e fa spazio
Dove ci troviamo?
Ci troviamo?
Ho cose da dirti. A te che pure mi ami.
Mettere punti fermi. Averci provato.
Sul vetro un taglio di luna allineata
Alle mie ginocchia piegate, alla mia volontà
Il fatto è che ci sei tu ci sono io ora
Non tenerne conto?
Sul tavolo qui mancano i tuoi appunti
A Roma e Dublino le mie poesie.
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Commenti (1)
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Aldo Bilato10 giugno 2010
è un bel po' che non mi entusiasmavo così... versi e stesura che come l'aria del mattino... m'han fatto respirare a pieni polmoni... di questi tempi... non si trovano spesso certe emozioni... complimenti vivissimi... cià.
