Allo sfiorire dell'alba
Giorgia Spurio
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I nembi lontani hanno voci bianche
di sussurri che il paradiso
non riesce a rinchiuder nel suo manicomio
perso nel tempo dell'inganno
E le rughe sulla terra
verranno coperte da nuovi prati
E salirò verso la vetta delle spiagge
calpestando tracce
e lì il mare mangerà ogni orma
I miei piedi piccoli ad affogare
Risucchiata dalle mani delle conchiglie
E quante volte
al buio avrei voluto gridare il tuo nome
Stretta al lenzuolo piangevo smarrimento
ansimando nessun controllo del silenzio
plasmando mostri d'ombre dalle bambole
Gelido colore delle foto
E un abbraccio prenderà carne
lontano dall'inferno
E un bacio prenderà forma
dalla bocca di madre
Senza parole a ferire
anime incappucciate
ormai figlie di rose sbocciate
senza melodia di luna
dal mare sfiorire.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (3)
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Francesco Luca11 giugno 2010
splendida... non vorrei azzardare, ma mi hai ricordato la Merini... complimenti
Nemesis Marina Perozzi11 giugno 2010
Proviene da molto lontano questo disagio, che si vuol relegare all'antico passato, come se ognuno di noi non fosse anche "figlio", del giorno di ieri... E improvvisamente riaffiorano tutti i mostri celati nel corpo delle bambole, sulle quali abbiamo sempre proiettato la nostra personalità e le nostre fragilità. Non riusciremo a tenere sotto controllo il pianto, ma l'abbraccio ideale con i nostri ricordi forse ci permetterà una tregua, che solo una vecchia fotografia potrà concedere...
Calogero Pettineo11 giugno 2010
inizio molto travolgente e un epilogo affascinante. versi dolorosi in memoria di un passato che ha stretto il cuore in una morsa di tristezza. emozionante lettura. bella



