In una notte... pensierosa
Nell'area cerebrale della malinconia
Sylvia Plath poteva essere la callipigia
ranocchia di mamma
o la sua futura figura autoritaria e flaccida
se le circostanze non avessero portato a amarla
e se chi ama non andasse oltre la circostanza
(a volte sgradevolmente oltre
l'imeneo fino a colpire più forte
di quanto lei vuole
o di quanto egli sarebbe reo)
e, dicono, oltre la morte.
Ma affermarlo non è che imposizione
dettata dall'agonia e agone
e dall'oroscopo natalizio
che a volte punisce coniugando Virtù e Vizio
senza guardare per il sottile
ma andando dritto allo scopo
- il cuore? -
poeticamente con un dardo insensibile
e nascondendo l'odore
di feroce animale con le stelle e il sole.
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Commenti (1)
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nn16 settembre 2010
bellissima bellissima. vergogna, senza commenti una poesia così. grande nicky.