Come angeli
Disadorno e solo
in un groviglio
che ti da spasmi eterni,
quei dolori che non digeristi
e quel dimenticarti presto
di chi ti ha sfiorato il fianco
Eppure non ricordi
se non l'eco
di quei coltelli
che fecero sanguinare la tua carne
Sono sereno, reciti a te stesso
mentre ingoi pillole
per la tua notte nera,
come angeli, posano la loro mano
sul tuo capo
©
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L'autore
Veitla
Sono nata in umbria, vivo da moltissimi anni a Roma. Nella poesia ho trovato quelle cose che nella vita di tutti i giorni sembravano dimenticanze. Non ho studi scolastici importanti...ma gli esami continuano, vivendo...
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