Arbitrarietà del nome proprio
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (4)
una arguta riflessione su una usanza orma quasi decaduta di tramandare il nome. cmq un nome è solo un nome non cambia la nostra sostanza. vedi il mio.
Con leggerezza descrivi le sfaccettature che rendono complesso l'Uomo. Pessoa dava dei nomi ai suoi vari sè e nulla ci vieta di fare lo stesso, a pensarci... alla fine credo che dentro di noi ci sia un condominio e i tuoi versi mi parlano del tuo diventando però condivisibili da chi legge solo variando i personaggi che nomini. Ammetto di non amare la rima ma qui dona leggerezza ed ironia ad un argomento serio: il riconoscimento del sè in un qualcosa che ci viene dato e non scelto e la sua poliedricità.
"Nomen omen" "Nomina sunt consequentia rerum". La "filosofia" costante del Terracciano si sforza di rovesciare questo principio degli antichi romani e si riconosce nel nome quando non si trova nell'elevatezza del pensiero, dedito invece a mostrare documentazioni d'anagrafe, mentre quando la mente si eleva, in altre circostante, egli perde il suo anagrafico nome di Antonio e si chiama Ulisse, Platone o in altro modo. Io invece avverto, nel mio nome, Lorenzo il "nomina sunt consequentia rerum" dei latini, perché sempre mi ritrovo in gratella, come il Santo dal quale ho preso il nome... virtualmetne s'intende. E sono moralmente rosolato nel tormento, o da me stesso provocato o, non so se più spesso o meno, dagli altri.
Hai toccato un argomento che mi è sempre stato molto caro: quello del nome. Io sono molto fiera del mio e ho sempre detestato profondamente coloro che tentavano di storpiarlo con un diminutivo. In alcune circostanze, però, mi sono sentita derubata, costretta a nasconderlo, a "dimenticarmi" della sua esistenza, sentendomi priva d'identità. Mai più, nella mia vita, rinuncerò all'onore con cui lo porto, per paura d'affrontare la battaglia.



