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Sociale 20 giugno 2010 · lettura 2 min · 3160 letture

Napoli

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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"Mirabilandia" al tempo dei Romani, bordello per Spagnoli e Americani, mai costruisti tu con le tue mani ciò che doveva essere il domani. Ridotto hai la bellezza naturale, il golfo, il sole, l’aria, il cielo, il mare, a scusa per potere un po’ sfruttare le tue ricchezze senza molto fare. Abituata a adulare il più potente, il Latino, l’Iberico, il vincente di ogni guerra, spesso la tua gente non ha pensato con la propria mente. Capitale d’un regno in cartapesta, combatter contro te quasi una festa per mille avventurieri fu: ora resta vergogna ancora; più non ti sei desta. E se ogni tanto qualche vero amico, Caracciolo, Eleonora, Federico, si spese in tuo soccorso, nell’antico mondo ti sigillasti, vecchio plico. Abitavano in stessi caseggiati la nobiltà con conti squattrinati e i lazzaroni alquanto malfamati. (I ben pochi borghesi? Emarginati.) Scegliesti Maradona e Masaniello, il più furbo, il simpatico, l’orpello che alla tua plebe si mostrava bello, Mario Merola e pure "Franceschiello" . Divertimentificio coi Romani, casino con Spagnoli e Americani, ci sarà qualche chance un bel domani di sollevarti con nitide mani?
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La poesia, che può essere maggiormente gustata se si ha qualche nozione di storia di Napoli, è stata scritta nell’ottica dell’iperbole, usata più volte in letteratura, da Rabelais, da Céline o, per restare a Napoli, ultimamente dal romanziere Giuseppe Montesano (conservo gelosamente una sua lettera autografa), provinciale come me e del quale consiglio le godibilissime, anche se amare, letture di "A capofitto", "Nel corpo di Napoli", "Di questa vita menzognera" e "Magic people" (Mondadori e Feltrinelli) .

A
L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (3)

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b

un bel viaggio sulla macchina del tempo nella città delle contraddizioni... grazie... grazie... perché io un giorno spero che mi passi questa maledetta napolifobia!

Scritta in gran stile dai versi si evince purtroppo una realtà di ciò che è stato ed è ancora oggi la città dò mar' e dò sol'. Ma più ci si allontana e più viene la napolifobia. Molto bella letta con piacere

Perlanera20 giugno 2010

Da queste parti si usa dire: "E' un paesino molto bello, peccato che ci siano i paesani... " Anche se dal retrogusto amaro, sono versi molto belli.