Madre mai nata
Giorgia Spurio
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Canini di macaco
Al seno represso
senza più latte
Orologio né ombre
Lancette mozzate
All'abbandono
Denti di zanne
Al petto marcisce
l'organo dal sangue
il bianco
-Dov'è il mio latte-
Neonati che non conoscono
luce del giorno né luna
sul mare la notte
E neri i capelli
O biondi...
quale nome avrà mai avuto la sua voce?
Salirò sul letto e in piedi
aprirò
al manicomio le finestre.
Scenderò scale
Verso inferni
a bestemmiare
E ora rinchiudimi dentro
In criceti di gabbia
Sulla ruota salgo
E poi mi contorco
E svengo
-Non baciarmi-
...io ti strapperò la lingua!
Dov'è il Monte Sinai?
Dov'è la preghiera rosario rotto
di legno sotto il tavolo
In ginocchio
voglio le gambe ferirmi
E morirò...
Si, ora... stesa a croce
sul piazzale della chiesa.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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Nemesis Marina Perozzi20 giugno 2010
L'aborto. Decidi tu o decido io? Il corpo è mio. Decido io. Ma verrò qui, davanti a tutti gli ipocriti del tempio, a mostrare il mio tormento. Ho scelto di essere io la strega da bruciare al rogo, l'assassina da condannare... Ma verrò qui, davanti alla vostra casa, a morire... (Non ho voluto pensare ad un aborto spontaneo, ma al frutto di una scelta consapevole, seppure costretta)

