Campanule rosee
Giorgia Spurio
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Neve di foglie
pioggia in lucciole coriandoli
su pelle tronchi,
fiori sboccianti
in bocche
alla saliva il miele e la linfa,
ortiche alle cosce
senza chador neri né pizzo di quel bianco
che la cornea dilata pupilla.
Assale il respiro
caldo della luce
sul buio il corpo
saldo, a riflesso delle onde
oltre la fine del cielo
A ridosso dei seni
ascendono sussultano
campanule rosee.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (3)
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Nemesis Marina Perozzi23 giugno 2010
E' un lasciarsi andare, mentre la luce calda lentamente si appropria del corpo, che languidamente giace. E anche la Natura si concede, elargendo i suoi doni per arredar l'alcova... Ma mi inquietano quelle ortiche... che mi fanno temere che non si tratti di un abbandono tra le braccia dell'amore...
Anna Maria Obadon23 giugno 2010
In questi versi ho trovato un sapore vagamente giapponese: specialisti in effusioni erotiche spesso piacevoli ma estremamente dolorose e contorte... comunque mi è molto piaciuta.
Salvatore Ferranti25 giugno 2010
poesia che ho letto col cuore in gola... molto densa, avvolgente, appassionante, pregna d'immagini e di spunti di riflessione, oltre che di splendido eros che è diventato verso...



