Nel cielo
Udisti la mia preghiera
e traghettammo il nero,
mio angelo custode,
ti materializzasti nell'amore,
come un signore
Michele mi portò la spada
mentre all'inferno
ardeva il rogo
Mi cingesti il respiro
portando elisir
di lunga vita al cuore
e carezze,
con le tue bianche ali
a gocciolare trasparenze
Con la palude al collo
dei perchè,
chiamasti Ercole
a deviare il fiume
Poi,
quando iniziò l'estate
nel cielo volasti via
©
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L'autore
Veitla
Sono nata in umbria, vivo da moltissimi anni a Roma. Nella poesia ho trovato quelle cose che nella vita di tutti i giorni sembravano dimenticanze. Non ho studi scolastici importanti...ma gli esami continuano, vivendo...
Commenti (1)
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Nemesis Marina Perozzi23 giugno 2010
Anche l'estate ha il suo gelo... I raggi del sole non possono riscaldare l'assenza... Saprà, una nuova preghiera, richiamare quelle bianche ali, per aiutarci a ritrovar nuovo calore?

