Declino
Alboraletti Enrica
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Quel viso affilato, afflitto,
nessuna emozione trapela.
Ammutolite le labbra sue, invisibili.
Allorché, sfiorando la diafana mano,
giungono al cuor mio mute parole.
Bagliori di luce or accendono quegli occhi,
profondamente neri, che pur celano,
a curiosi esseri, il sentire non condiviso.
Prezioso quel dolore,
m' empie l'anima,
raccontandomi il travaglio,
d'un diverso tramonto di vita.
©
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
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