Gloria e perdono
Abbraccio cuori di luna e tristezze polverose
naufrago speranze equivocate
frammenti di vita che non oso dimenticare
e vorrei non fossero mai stati
sangue e destino innocenti.
Rovisto fra le colpe della mia coscienza l'angoscia
paleso terrore e ne faccio memoria estasiata
quando vorrei invece sparire,
o perdermi nel sogno e morire
finalmente una buona volta, morire
in pace finire i giorni
e sentirmi addosso la sepoltura
la terra incrostartisi sopra mentre ancora respiri
e gridare aiuto senza essere ascoltati
io nella bara e il mondo fuori.
E quando l'Inferno è a due passi
una folgore rossa lo svuota;
dentro,
due occhi cristallo arrossati dal pianto sfavillano
Gloria e perdono.
©
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