Vento

Amico
vorrei spiegarlo, ma queste parole non bastano.
Queste nostre parole contate, finite,
poste in sequenza e immobili,
fissate su carta passiva, tracciata,
su carta seduttrice, violata.
Amico
potesse il vento spiegarti l'ardore,
in una dinamica danza di lettere:
anche spiegare oggi mi appartiene,
si spiegan le ali come i pensieri.
La mano guida dove gli occhi appannati
scorgono ombre, macchie, gocce che scorrono.
Non bastano i segni, nemmeno i colori:
chiedi perché i matti son forse felici,
fuori da schemi, libera lingua,
labili salti di libellule in volo.
Sciogli la mente,
Amico
sciogli i contatti,
lascia che flussi di polvere ti riempiano gli occhi,
lasciati sbattere addosso molecole d'aria,
come una fitta pioggia di schegge di vetro.
Ascolta i tuoi brividi,
Amico
ascolta il fruscio del tuo battito d'ali
è l'unico spiegare possibile.
Il tumulto di parole è un orgasmo di lacrime.
Piangi adesso.
©
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