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Introspezione 27 giugno 2010 · lettura 1 min · 5570 letture

Un'Altalena Sul Tempo

Antonella Bonaffini 924 poesie pubblicate
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Sin dal primo mio respiro vivo il mio intrinseco tormento d'amore eppure il mio cammino conobbe fiori bellissimi baciati da un'aria fresca che anche nelle mie peggior bufere... profumò sempre di sole. Potesse Dio in un attimo di vita raggiungere quest' anima ferita dalla improvvisa mancanza di calore... purtroppo troppo spesso sento forte la sensazione che è quando nell'infinito mare dell'esistere io perdo la mia bussola è allora che ho più bisogno di aggrapparmi a questo tormentato cuore. Io fui una piccola lacrima che per una ragione oscura della felicità effimera dovette conoscere ogni suo inspiegabile timore mi maledissi mille ed una volta lavorando sugli imperfetti cerchi che imprigionarono il carattere ma il problema fu sempre e solo uno... io del silenzio riuscì a percepire sempre ogni suo piccolo rumore.
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L'autore
Antonella Bonaffini

Chi sono? Gran bella domanda... Semplicemente un io "scomposto" tra i tanti....forse più composti di me. Sono nata a Messina città a cui sono molto legata il 29 Agosto del 1974. Vivo a Roma da 13 anni. Sono orgogliosissima di esser Siciliana. Da sempre adoro scrivere e dipingere. Credo di aver un arcobaleno gig

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Commenti (9)

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Raggioluminoso27 giugno 2010

Una poesia che descrive il moto dell'animo nel suo andare nel tempo e in essa sono racchiuse le sfumature delle emozioni vissute. Trovo la chiusa splendida, ma tutta la lirica è un canto che sgorga dal cuore. Molto piaciuta!

Danielinagranata27 giugno 2010

Mi ha strappato una lacrima questa struggente lirica una delle più belle lette oggi una poesia intima delicata un guardarsi dentro la conservo tra le mie più belle... tra quelle che più mi hanno emozionato

Asociale27 giugno 2010

è semplicemente emozionante nella descrizione di una sensibilità d'animo in bilico tra gioie e dolori ... bellissima

Silvia De Angelis27 giugno 2010

Meravigliosi versi che si soffermano sul moto dell'animo, a volte ilare, altre profondamente sofferente... ma sempre delineante una particolare sensibilità e un attento sentire l'essenza della vita... Lirica molto apprezzata

M
Mau035827 giugno 2010

Cara Antonellina, niente di più vero degli ultimi tre versi che oltre ad essere bellissimi sono strepitosamente emblematici e rivelatori di un'anima profonda e sensibile, anche troppo. E chi te lo dice lo fa con perfetta cognizione di causa, credimi sulla parola. Varrebbe forse la pena per te, ancora giovane, fare tuo il famoso modo di dire francese:"Et surtout pas trop de zel"Scusa la paternale ma sai che ti voglio bene e ti apprezzo, da tempo, lo sai. Un abbraccio.

Kiaraluna27 giugno 2010

Solo un'anima che va oltre la comune sensibilità può percepire gli assordanti rumori nell'eco del silenzio. Una magistrale esposizione assolutamente toccante in ogni verso.

Daniela Pacelli27 giugno 2010

Un'anima che non si fa mai sconti, che della sua sensibilità iesce ad ascoltare i silenzi più miti percependone le svariate sfumature. Un'anima che vive di se e delle emozioni delle persone vicinbe di cui se ne prende cura con il cuore, provando gioie e dolore, come una spugna che riesce a filtrare tutto tomentando a volte il pensiero ed il cuore... ma solo chi è così sensibile saq catturare tutte queste emozioni... e si poi quando si percepisce che la bussola si perde, si ha allora bisogno di aggrapparsi al cuore tanto tormentato... e quanto ti capisco! Ho respirato una ventata nuova che sa d'estate, leggendo questi versi che ritornano a colorare d'immenso questa vita .che ancora tante soddisfazioni saprà regalarti! Molto piaciuta socia!

Berta Biagini27 giugno 2010

Più si rileggono questi versi e più c'è la sensazione di entrare nell'anima dell'autrice condividendo ogni emozione. Colpita.

Un'anima ferita non ha più nemmeno la forza di respirare. Il gelo polare che l'avvolge le impedisce di navigare, non può nemmeno fare appello all'ultimo barlume di ragione. Aggrapparsi ad un cuore sanguinante: questo soltanto possiamo fare. Perché il dono di saper percepire ogni più piccolo rumore, fino al silenzio dei pensieri... deve diventare una condanna alla perpetua fragilità dell'anima?