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Impressioni 28 giugno 2010 · lettura 1 min · 3802 letture

Binario 21 (capitolo primo)

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billabìbenedetta delsanto 106 poesie pubblicate
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In Termin... abili giornate di coperte sudicie e caffè riciclati Sulle rette ferrate i resti di notti sbronze di buchi smaltiti nell'attesa Il mattino è seriale proprio come il mio che prendo le dovute distanze dai collant aggrappati ai pali della luce accelerando il passo perché il tanfo destabilizza ogni ingenua prospettiva di sentirmi migliore La donna equina è lì Criniera lunga e stopposa congiuntive come confettura di lamponi La siluette indecifrabile si confonde con la baracca a portata di culo Mi chiedo cosa nasconda sotto i cenci putridi Mi chiedo se quel corpo abbia vita o se sia solo il prolungamento d'un avanzo di cranio in attesa di collocazione migliore ...mi chiedo
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ore 6: 00 a. m il binario 21 della stazione termini si popola di figure mitologiche... per quattro anni fascino e turbamento delle mie mattine...

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L'autore
billabìbenedetta delsanto

restiamo umani [cit]

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Commenti (9)

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Asociale28 giugno 2010

il primo capitolo si apre con una scena di emarginazione su un ambiente degradato ... e tra domande che inquietano si avvanza nella serialità delle giornate ... non male ... aspettiamo i successivi capitoli ...

Moreno il Duca28 giugno 2010

sei riuscita con questo scorcio di frasi molto profonde a distribuire immagini molto oscure e reali di scorci di vita a noi molto conosciuta, una immagine che sa di degrado se così si può chiamare a cui giornalmente assistiamo, piaciuta

Miky 7128 giugno 2010

Il capitolo primo è ok, aspetto gli altri con curiosità,bella complimenti!

mario calzolaro28 giugno 2010

Impressioni inusitate e del tutto particolari in questo componimento... interessante!

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mfm Luigi Mancini28 giugno 2010

Le stazioni hanno uno strano effetto sulle parole... io di stazioni ne ho viste tante e preferisco il vecchio e caro Jack. Anche tu mi piaci ragazza!

Aldo Bilato28 giugno 2010

WOW!... ch..e..b... ella... tes... toli... na!... vissuta... stravissuta... condivisa... invidiata... splendida mattinata... ma gliel'hai data la monetina... alla clochard... di fronte alla fermata... si anima... in quel caso si anima... è stupenda!...ti sei superata... cià.

Pino Tota28 giugno 2010

La userei come spot per una campagna delle Ferrovie dello Stato (di disagio) interpretato da Alba Parietti... come donna equina... Billabì mi piace... lingua acuta e cervello di più...

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Dalassa28 giugno 2010

Transitando la mattina in un luogo che abitualmente si frequenta di passaggio, cosa succede nel momento in cui osservandolo si provano certe sensazioni? Quale parte di noi stessi si proietta sugli altri di dubbi e di timori? Dissonanze interiori di reazioni e riflessioni che suscitano in me molta curiosità. Poesia interessante.

Giorgia Spurio29 giugno 2010

le figure mitologiche ancora esistono... e di corsa scappiamo dal treno e dal binario noi frenetici di oggi senza accorgerci che la mitologia ancora vive. forse anche noi facciamo parte di questa mitologia metropolitana. cambiano le megere e cambiano gli eroi, ma sempre quelli siamo, però con difetti. belle metafore, la mitologia scaraventata nella modernità di ogni giorno, e tolto l'involucro scopriamo le nostre riflessioni da questa matassa che è la vita. ho seguito i versi passo dopo passo, dopo i collant e i pali ho seguito la forma equina della creatura... la linea che disegna il suo prolungamento, quel suo avanzo di cranio. chissà ci vedo lo specchio di tutta l'umanità...feto che cerca la sua collocazione migliore. molto molto bella