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Riflessioni 29 giugno 2010 · lettura 1 min · 2301 letture

Un altro giorno

Calogero Pettineo 655 poesie pubblicate
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Adagiato, Sprofondato Nei pensieri Dinanzi A un foglio candido Tra le dita La biro piroetta Desiderio di scrivere Di te, di noi, del mondo Di chi si duole E geme di dolore Denunciare lo sdegno Esaltare la gioia ...Traballa il palmo Infinite nozioni da incidere Sul pezzo di carta ...Il momento fluisce Resta come sempre ...Un foglio vuoto
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Con il pensiero progettiamo di fare tante cose ed alla fine ci accorgiamo di non aver fatto niente. a tutti.

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Calogero Pettineo
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Commenti (9)

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P
Pp29 giugno 2010

Molto sentita, ma non credo che non si è riusciti a niente... Versi struggenti. Ottima lirica, bravo come sempre.

Sì, a volte capita di avere la mente invasa dai pensieri e il cuore pieno di emozioni che mettere in versi è cosa ostica. Nel tuo caso, però, ne è nata una breve ma intensa lirica dove regna armonia e musicalità. E questa non è poesia?

Raggioluminoso29 giugno 2010

Il nostro fare ci porta sempre ad affannarci e a correre, molti sono i propositi che spesso rimangono disattesei. Totalmente condivisa, splendidi versi!

Quanto è vero... Ci mettiamolì si affolla la mente di pensieri, di voglia di scrivere di noi, di quel che siamo non siamo, dell'amore... Ma alla finela penna gira nelle nostre mani come i pensieri e il foglio è bianco... Ma questo accade spesso anche per l cose da fare purtroppo... Bellissima molto sentita complimenti!

Pino Tota29 giugno 2010

E forse uno dei momenti più frustranti... e sapessi come mi fanno incazzare... meno male che con il computer non si sprecano più tanti fogli... bellissima la tua riflessione... comunque per scriverla le idee le avevi ben chiare e anche i versi ti son venuti alla grande...

Daniela Ferraro29 giugno 2010

Quando troppo forte è l'urlo del cuore, la penna rimane ferma... Impossibile, in quel momento, incanalare in lucide immagini e in parole che appaiono troppo limitate nell'espressione quel che" rugge dentro"...Bisogna aspettare che l'urlo diventi grido perché l'anima possa cominciare, timidamente, ad esprimere trovando le vie giuste all'interno di un riconquistato equilibrio delle emozioni... Quante meditazioni a proposito! Questo dimostra che, in fondo, il foglio bianco rimane sempre con l'essere la forma di scrittura che più esprime...

Salvatore Ferranti29 giugno 2010

è sempre la solita storia. non possiamo fare affidamento sul futuro, anche perché non lo conosciamo... però speriamo e progettiamo... che senso ha?

Danielinagranata29 giugno 2010

Una profonda e intensa riflessione che fà meditare come quel foglio che rimane vuoto molto bella

Daniela Pacelli30 giugno 2010

La smania con la biro in mano, desiderosa di scrivere di me, di te, di noi, si vorrebbe fare e dire tante cose e poi al dunque sembra di non aver fatto nulla, lasciando bianco quel foglio. Stesura molto bella, complimenti, poesia condivisa!