L'attesa della vergine

non si schiarisce il cielo
del mio pianto,
tempestoso su
un cimitero di pensieri
ogni vergine attende
il graffio della notte,
mentre i sogni dormono
nella culla di un'alba
Roventi sorsi
avvelenarono le mie labbra
mentre gabbiani neri cantano
la loro nota di dolore,
stonata canzone
portata dal mare
ogni vergine s'avvolge
del cremisi della passione
carezze e graffi,
forse un po' d'amore,
il respiro resta la prigione
del mio amarti,
inutile apostrofare il giorno
e il depositare luce
sul mio corpo solo,
lo strappo di sete cangianti
e' la ferita dei miei occhi
senza di te
©
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L'autore
Elisa Cordovani
Ho 34 anni e vivo nella campagna tra Pisa e Firenze,di giorno faccio la cassiera in un supermercato, di notte.....scrivo!!!!!!!!!!!!! Mi piace moltissimo la poesia,ho sempre scritto anche racconti,da quando ho imparato a tenere la penna in mano. Mi piace l'arte in tutte le sue forme,ho fatto un tentativo-misero-di pit
Commenti (2)
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mario calzolaro30 giugno 2010
"...il respiro resta la prigione del mio amarti..." ...stupendo! Una poesia vibrante, di una delicatezza unica!
Massimiliano Ruggiu30 giugno 2010
Un crescendo di emozioni sanguinanti. Another standing ovation!

