Il nome di Dio

Ciao a tutti. Io scrivo da Locri, cittadina della provincia di Reggio Calabria dove risiedo. Ho conseguito la laurea in Lettere classiche presso l'università di Messina e attualmente insegno italiano e storia in un istituto professionale... Sono una persona equilibrata che ama la gente, lo scherzo e l'allegria e ha sem
Commenti (12)
Come sempre! Le religioni servono sempre a mascherare i veri propri intenti... la voglia matta di uccidere! Piaciuta!
un dio che fa molto comodo per mascherare le malefatte credo che se lo classifichiamo come utensile sarebbe l'utensile più logoro e consumato che si possa immaginare e ormai inservibile... tutto questo scempio finirà se smettiamo di usarlo? stupenda
le guerre di religioni non esistono sono dei paliativi per consumare orrende stragi non si combatte in nome di nessun Dio la storia ne è la prova prendiamo spunto dalla prima crociata con il moto di papa Urbano Dio lo vuole, questo non era altro che la volontà del papato di far cessare le guerre in europa per il potere fra i nobili regnanti e decaduti infatti in Gerusalemme sono partiti solo i re senza corona piaciutissima e apprezzata
Ispirata come sempre... Profonda riflessione che finisce sempre nel sogno. Io ho bisogno di credere in Dio e nell'amore, non so se questo vuol dire fede.
Prima di tutto ci tengo a dire che rispetto la posizione in merito alla fede o questioni di questo genere; L'autrice ha ragione quando dici che le guerre sono state all'insegna di un'intolleranza reciproca, basata su assolute sciocchezze... ma la religione è stata sempre una scusa per mascherare altri scopi ben più vili e materialisti... in fondo è una contraddizione affermare di combattere in nome di Dio: che si creda o no, il messaggio delle religioni cristiane e non, è sempre un invito, un richiamo all'amore, al rispetto per il prossimo, per cui è ovvio che non ha nulla a che vedere con le guerre... riguardo l'ultima parte credo che l'autrice abbia ragione a indicare l'amore
Usato... abusato... invano nominato... Una è la luce che ci illumina, uno è il nome che che si porta nel cuore. Di' pure il tuo... si,è lo stesso... amore!
Dio deve essere nel nostro cuore non nelle bocche di tutti e nel cuore di nessuno
Quell'amore che sa donare e trasmettere il Signore, è l'unico in grado di donarci serenità e voglia di fratellanza e solidarietà
bellissima... quel nome cosi' abusato e che sottintende solo una parola un simbolo un'emblema ...amore... grazie... versi accorati d'impatto e valore... bellissima
Una trasposizione in chiave poetica di una problematica estremamente attuale. Molto immaginifica, non leziosa, né abusata, la trovo appropriata. Se posso suggerire: stona un po' l'aggettivo prima del sostantivo in "volubili credi" e "insulsa gente". Stento a capire "per il Nome contese" forse il significato corretto è: "nel Nome (di un dio) contese"? Un po' scontata la chiusa; resta comunque un testo di discreta fattura.
La religione l'oppio dei popoli, il credere il sentire, l'amare è dentro, ti accarezza l'anima, il cuore... la fede cresce prima nel cuore e poi nella mente! Poi esistono i mercanti del tempio coloro che la religione usano per far scempio! Ottima poe, sentita, riflessiva e... abbiamo tutti bisogno di credere!
La poesia mi ricorda i primissimi versi del "Testamento di Tito" di De Andrè... Una riflessione intensa, condensata in pochi, ma significativi, versi. Piaciuta








