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Impressioni 3 luglio 2010 · lettura 2 min · 6640 letture

Lettera ad un Dio distratto

G
Gianny Mirra 699 poesie pubblicate
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Signore, ho pianto, sulle piaghe del mondo, sulla mano dei tuoi figli, armata del tuo nome. Hai confuso le lingue, hai devastato il cuore, come sciacalli unti dal sangue, sulle carni del debole. Nell'incenso delle trincee, sui carri armati dei tuoi salmi; Signore, corpi inermi, che bruciano d'ingiustizia. Allah akbar, Jahweh degli ebrei, Zeus, Odino, Wakan tanka, Dio dai molti nomi, unico spirito stessa fonte, medesima riva... perché tanta morte? Perché tanto dolore? Una goccia di verità, in ogni preghiera diversa, una montagna di menzogne, per il potere, in ogni credo; tu che sei in alto, ma io non ti vedo, ferma i massacri in odore di fede. Il filo spinato dell'ignoranza, attorciglia le anime, nella tortura; sveglia le coscienze di questa terra amara, la vita è un diritto, davanti al tuo cospetto. Birmania, Tibet, Irak Africa Cina, pioggia di orrore, che sporca, imbratta; ogni volta che muore una persona, è una vergognosa sconfitta; Signore, non siamo fantocci, del tuo teatro, della tua farsa. Tu sei la verità, tu sei la menzogna, l'inferno ed il paradiso, l'angelo ed il demone; non scappare davanti a te stesso, non ispirare questo abominio; da te partono i pensieri, gli odi, gli amori. Per te scoppiano atroci guerre, e per esse, muoiono gli uomini, e tutti i fiori.
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L'umanità non ha capito che tutte le religioni esistenti e tutte quelle che ne verranno fuori in futuro, sono tutti aspetti di Dio, ognuna in modo diverso ed ognuna porta con se un briciolo di verità. Le guerre sono scaturite da qualcosa di più profondo che fa parte del DNA degli uomini. La guerra e la schiavitù è un modo per far prevalere il più forte. Le guerre di religione sono solo un pretesto per rendere complice dei propri crimini anche il cielo.

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L'autore
Gianny Mirra

GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui

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Commenti (13)

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Raggioluminoso3 luglio 2010

O forse le guerre di religione sono solo pretesti per coprire un fine ancora più meschino, soddisfare il bisogn di egoismo. Un appello molto significativo. Molto piaciuta!

Danielinagranata3 luglio 2010

Tanti "perché? " a cui non sappiamo trovare risposta una lettera aperta scritta con profondità di pensiero è bellissima emoziona

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Jana583 luglio 2010

L'umanità intesa come "la gente comune" è spesso si ignara, ma anche ignava, non prende posizione contro alcuna ingiustizia e lascia che i potenti agiscano distruggendo, diffondendo menzogne. Compito di ognuno di noi, anche attraverso la nostra voglia di comunicare ciò che abbiamo nell'anima, è invitare le genti a comprendere ma anche a ribellarsi al male, in ogni sua forma. Dio si ci porta a forti battaglie ma le battaglie di chi crede in Lui sono armate di amore e forza persuasiva. Un fratello che sbaglia, resta sempre un fratello.

S
Silvia Cingolani3 luglio 2010

Questa poesia è veramente bella, ben scritta e anche se lunga non è noiosa. Sono d'accordo col fatto di dire che la guerra fà parte degli uomini e certo non di Dio

Non mi piace molto la Tua poesia, scusa. Le idee che esprimi esulano dal fatto che se ci fosse un Dio e se egli decidesse di fermare ogni cosa, saremmo come burattini senza possibilità di scelta. Alcune frasi geniali altre banali ed una chiusa che non mi piace molto, cosa c'entrano i fiori? Peraltro, probabilmente, il modo con cui hai trattato questo argomento è poco affine alla mia visione della spiritualità e di Dio, sicuramente questo ha limitato la mia facoltà di giudizio e la tua poesia è meravigliosa. Resta il fatto che io non ne sono molto convinto.

Doraforino4 luglio 2010

La verità è sempre soggettiva... questa poesia si apre a tante risposte... ognuno comprenderà la matrice delle guerre che devastano le menti e i corpi... Allora c'è da chiedersi perché tanta morte? Perché tanto dolore...

Aldo Bilato4 luglio 2010

poesia che mi trova daccordo... anche perché in pratica ho espresso lo stesso concetto nella mia... qualcuno come al solito, deve intervenire a sproposito... e nel mio caso anche offendere... che faccia parte dei fiori recisi? quelli che predicano bene e razzolano così, come si vede?... piaciutissima. cià.

Angela Rainieri5 luglio 2010

Una lettera aperta che pone sull'altare quei tanti perché senza risposta per tanta violenza inaudita... frutto inconcepibile di un'intrinseca intolleranza di pensiero che celato e giotrato dall'uman potere sfocia nelle guerre di religione... Lirica molto particolare, apprezzatissima.

Antonio Biancolillo6 luglio 2010

Una guerra di religione... o perché abbiamo bisogno noi stessi della guerra...? E alla fine mi viene in mente che la guerra che tanto rifiutiamo... la combattiamo da primi attori ogni giorno con tutti quelli che intralciano il nostro ...io... Quanta pazzia... quanta assurdità...e tutto parte da dentro noi stessi... e solo da noi stessi... Piaciutissima...

Aldo Aprile6 luglio 2010

Crudo e rude, senza ipocrisia com'è nel mio stile. Un fraseggio che esprime lo stesso concetto trito e ritrito sulla versione dell'uomo- lupo, capace di mettere in mezzo anche un Padreterno "multiface" per arrivare alla sopraffazione del suo simile. Mi chiedo solo se non sia una delle tante ipocrisie dare speranza e far credere che sia possibile un cambiamento dell'indole dell'uomo. C'è chi taglia teste col machete, chi sgozza col coltello, chi avvelena nella camera a gas, chi uccide con la sedia elettrica, chi impicca, chi fucila e chi, dulcis in fundo, uccide con carri armati e bombe atomiche. E poi si recano in chiesa a pregare un Dio che, se esiste, non guarda, non vede e non sente. E' l'eterna commedia dell'ipocrisia. Grazie per la riflessione

Anna Maria Scamarda8 luglio 2010

Una pena infinita mi sovrasta il cuore... Non certo per la distrazione di Dio: ESSERE PERFETTISSIMO. Di cui, chi ne ha compreso il PENSIERO, non soltanto con il cuore ma anche con la ragione, non si permetterebbe mai di confutare il suo Disegno Divino. Tanto meno di bestemmiarlo. Perché Dio, pur essendo in potere di farlo, non ha salvato per primo se stesso dal calice amaro del martirio, della crocifissione?... Mandando invece al patibolo i suoi carnefici? Questo non dice nulla alla nostra limitata mente? Che senso avrebbe avuto l'esistenza dell'uomo, nella mano mediatrice di Dio? La sua sarebbe stata solo dittatura. Non Insegnamenti d'Amore. Avendo avuto tanto rispetto per noi... da lasciarci il libero arbitrio.

Versi sicuramente d'impatto, oserei dire, volutamente provocatori, o forse voglio credere che sia così. Invitano sicuramente alla riflessione. Per l'ennesima volta, l'uomo da la colpa a Dio di ogni cosa, buona o cattiva che sia. Ma è così? o forse è all'uomo che conviene pensarla così, per scrollarsi di dosso tutte le atrocità che ha perpetrato e continua a perpetrare nel tempo. La nota alla poesia, nella parte finale, è forse quella che rivela il vero intento dell'Autore... smascherare appunto l'uomo stesso quale unico artefice delle atrocità causate. "Le guerre di religione sono solo un pretesto per rendere complice dei propri crimini anche il cielo"... Così ho voluto leggerla.

Triste9 luglio 2010

"Perché tanta morte? Perché tanto dolore?" Non è una domanda da porre a Dio. Siamo Noi gli artefici di tanto squallore, siamo noi i geni capaci di armarci fino ai denti e di sterminarci a vicenda. Siamo Noi quelli che se ne infischiano dell'aria, dell'acqua e del mondo in cui viviamo. Noi... soltanto noi. Egli guarda e chissà forse spera ancora che l'Uomo si ravveda. E' una poesia un po' provocatoria che stimola la riflessione altrettanto quanto la nota rivelatrice del pensiero dell'autore. Apprezzata.