Senza alzare lo sguardo
Quando guardo le geometrie
a illuminare il cielo
o quelle degli uccelli in volo
In un puntino alla distanza
l'infinito cerchio
che nel girovagare
tutto a se legato tiene
Leggo l'invisibile mano del creato
e noi d'eterno amore i figli suoi
Quando guardo la fiamma
che riduce in cenere
e come lingua di serpente
alta si protende
O nel buio della terra
le mie ossa
a rigenerar sostanza
vedo l'effimero potere
che in noi alberga
Quell'essere figli di tanti padri
senza alzar lo sguardo
Volano aerei carichi di morte
Sono forni e roghi
che la storia narra
Sempre è la maschera cieca
che all'inferno regna
©
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L'autore
Veitla
Sono nata in umbria, vivo da moltissimi anni a Roma. Nella poesia ho trovato quelle cose che nella vita di tutti i giorni sembravano dimenticanze. Non ho studi scolastici importanti...ma gli esami continuano, vivendo...
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