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Amore 4 luglio 2010 · lettura 1 min · 2753 letture

L'Isola dei Sogni

Ela Gentile 1447 poesie pubblicate
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Dolce Ischia, isola dei miei sogni, sempre il mio pensiero corre a te..., alle tue spiagge, alle tue pinete e a quell'azzurro mare, dove lo sguardo si perdeva all'infinito... Tornare indietro, rivivere i momenti che ho vissuto nel tuo incanto. Amare senza limiti restare lì, non partire per non aver rimpianti. Brucia il desiderio di rivederti ancora... Questa nostalgia, questa malinconia, mi vien da te, solo da te!.
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Ela Gentile
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Commenti (6)

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I luoghi del cuore... No, non ho rubato lo slogan al FAI, ma a tutte le emozioni, i rimpianti, le malinconie che ci fanno compagnia quando siamo fisicamente lontani dalle nostre radici, o anche quando semplicemente quei luoghi non sono più gli stessi conservati nella nostra memoria...

Kiaraluna4 luglio 2010

Un dolcissimo dipinto del cuore che sa fare capolavoro della profonda nostalgia delle proprie radici. Un incanto di poesia e d'anima.

Salvatore Ferranti4 luglio 2010

che bella questa poesia, quasi una sinfonia del cuore... ci sono luoghi che ci rimarranno dentro per sempre... versi molto apprezzati.

Silvia De Angelis4 luglio 2010

Versi meravigliosi dedicati ad una strepitosa isola italiana, che conosco benissimo e che merita davvero particolari lodi per il suo immenso fascino... piaciutissima lirica

Moreno il Duca4 luglio 2010

hai dipinto una tela degna di un grande artista lasciando negli occhi vivide immagini che incantano, apprezzatissima

Gesuino Curreli4 luglio 2010

Chi d'isola ferisce... e non c'è guaio più tenero e possente di chi patisce quell'infinito filo che lega i nodi di un arcobaleno, vissuto in epoca felice, quando la fantasia lo faceva dipendere dal cielo e il cielo era l'immenso, inarrivabile altezza, deità sovrana di nobile grandezza. Tetto senza confine, eterna vastità viva da sempre, confortante presenza, nei giochi solitari, quando rideva il cuore al lunghissimo fischio con le dita, o al melodico canto degli uccelli, alle perplessità per quello sordo che intonavano intorno alle scogliere i candidi gabbiani uniti a schiere. E il mare che ci legava da ogni dove era l'abito fatto a confezione dalle mani abili del tempo, e noi si amava l'eco ancora intatta del canto per tanta dignitosa povertà