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Amicizia 7 luglio 2010 · lettura 1 min · 1384 letture

Ma il filo, salva?

A
Abat 48 poesie pubblicate
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Il vento che fa sbattere un portone mi porta piano l'eco di parole di grida e di risate soleggiate passate sì, ma mai dimenticate... e corro dietro ancora a quel pallone bucato sulle rose e da buttare ma lasciamela dai ancora fare una rovesciata o un calcio di rigore su quella porta che è ormai scassata dagli anni, i tiri e dalle punizioni. Cortile e prato pieno di radici che mi sembrava enorme quando ero con gli amici. Le sgumme ormai io no, non so più farle sarà per quello che non cado in bici e non ho neanche più le ruote gialle ma sul ginocchio ho le cicatrici. E adesso che mi accorgo che siam grandi ormai e non ci possiam far niente, sorrido per quel filo dei ricordi a cui appendo ancora i miei di sbagli.
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Il riferimento al filo riguarda un filo del bucato che c'era e c'è nel mio cortile e siccome durante il cosiddetto gioco della "tedesca", che non ha ahimè connotazioni sessuali, veniva spesso colpito dalla palla, ci eravamo inventati la regola che il filo "salvasse" qualora venisse colpito.

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L'autore
Abat

Alessandro nasce 23 anni fa nella verde terra Lomellina. L'età anagrafica però non corrisponde all'età reale, che varia pericolosamente dagli 8 anni scarsi agli 80 abbondanti. Vanta il suo più grande successo letterario in un tema di 3° elementare in cui, tra lo stupore dei più, meritò un "Bravissimo". Da quella espe

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