Deriva
Vanessa Solimando
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Andare di nuovo priva
o dovrei dire deprivata
in mezzo agli orfani di sé
io che sono fatta di me
m'impone una domanda
a dire il vero piuttosto retorica:
Chi mi salverà dalla deriva?
Mi si perdoni l'illusione
come pure le utopie.
Lasciatemi i sistemi impossibili
a tormentarmi la notte
a disfarmi la carne.
Presto o tardi mi restituirò
alla luce dei giorni
quella che scalda e nulla chiede
se non la prepotenza dell'essere.
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L'autore
Vanessa Solimando
Commenti (1)
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Hermetic Lunacy9 luglio 2010
molto belli i tuoi versi introspettivi, velati d'inquieta malinconia, si sente l'affanno di questo Io interiore rimasto orfano di se stesso e abbandonato alla deriva, alla cerca di un approdo per ritrovare quell'equilibrio smarrito, privo o deprivato della linfa vitale che ci spinge a solcare quotidianamente i mari della vita, rimasto all'ombra del tepore della luce dei giorni. Il mio io l'ha interpretata così,intensa ed espressiva poesia.

