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Sociale 10 luglio 2010 · lettura 1 min · 4795 letture

Il deserto dorato

Sergio Melchiorre 1001 poesie pubblicate
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I tuoi occhi brillano della stessa luce che rischiara il crepuscolo del deserto dorato. La tua pelle emana lo stesso profumo dell'erba tagliata che si respira nella tua piccola riserva. Le tue minuscole rughe attorno agli occhi ricordano i muri screpolati delle capanne dell'oasi dove hai trascorso la tua gioventù. Un giorno d'estate un vecchio tuareg ti aveva predetto leggendoti la mano in un vicolo sperduto di Tripoli che avresti incontrato il tuo principe azzurro e che la tua vita sarebbe stata costellata di gioia. Sei sbarcata miracolosamente a Lampedusa dopo un viaggio massacrante su una maledetta "carretta del mare". Hai visto aleggiare gli angeli della morte intorno a te e hai pregato il tuo dio affinché ti salvasse la vita. Ora, vivi in una fredda città del nord Italia. Sacrifichi le tue illusioni sotto al corpo ansimante di luridi e sconosciuti "principi azzurri" sognando di tornare ad ammirare il sorgere del sole sulle dune del deserto dorato.
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Se ascoltassimo le storie delle persone, le rispetteremmo di più e, forse, non ne avremmo più paura... In un dibattito pubblico sull'emigrazione, un anziano disse che "il paradiso sta nel saper ascoltare gli altri, anche quando si è convinti delle proprie idee!"

L'autore
Sergio Melchiorre

Sergio Melchiorre (poeta, sceneggiatore cinematografico, scrittore di racconti brevi, paroliere e giornalista), è laureato in Lingue e Letterature Straniere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Bologna.Ha scritto cinque sceneggiature cinematografiche.Alcuni suoi articoli sulla Resi

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Commenti (6)

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Angela Merletti10 luglio 2010

E' giusto ciò che scrivi nella nota, anche se purtroppo per tanti motivi spesso non riusciamo a capire il prossimo presi come siamo dai nostri problemi. E' molto bella la tua poesia. Scritta davvero bene. Piaciutissima, come tutte le tue liriche

Raggioluminoso10 luglio 2010

La memoria è sempre troppo corta e ci si dimentica che anche gli italiano hanno dovuto lasciare la loro terra. Molto apprezzata!

S
Silvia Cingolani11 luglio 2010

è proprio così, nessuno ascolta più nessuno, si fà prima a giudicare e classificare. Io penso che fondamentalmente la grande maggioranza di queste persone non ascoltano proprio se stessi, quindi per non vedere le proprie "diversità" si escludono tutte quelle degli altri, per specchiarsi in un ipocrita, e cretina, perfezione... poi va beh ci sono anche quelli senza cervello... Mi piace questa poesia... voto.

D
Domenica Carrozza11 luglio 2010

Bellissima, mi ha colpito nella sua triste vicenda il percorso che molti intraprendono illusi da un mondo che non troveranno mai, frutto di falsi miraggi offerti da uomini senza scrupoli.

Doraforino11 luglio 2010

Una storia triste di una libanese costretta a prostituirsi... sacrificando le illusioni, in una città del nord... Intensa...

Purtroppo spesso il percorso che una persona intraprende quando decide di dare una svolta alla propria vita lasciando la propria terra, è pieno di insidie e di illusioni. Quando poi si smarrisce la strada, il suo percorso può diventare un labirino dalla quale è difficile uscire, anche se non impossibile. C'è da direche ci sono molti avvoltoi travestiti da "principe azzurro" e che sanno camuffare bene il loro essere tanto da riuscire ad illudere anche chi non è proprio sprovveduta. Rimane comunque per molte di loro la via più facile del quadagno e può diventare una scelta di vita consapevole.