Dualismo dell'anima
You Don’t Know Me
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potevo subire senza noia
il dualismo che mi metteva in ombra
il cambiamento lieve conosceva
ogni mia sfaccettatura
amavo- odiavo il lento dispiegarsi
di una copia di me stesso
nello stesso letto
i pensieri intercettati dalla testa
subivano affascinati i rumori del cuore
controllando quasi avidamente
il procedere lento della mente
niente denunciava il progredire scaltro
di un desiderio nascosro
essere quel che ero o
quello che volevo...
bianco o nero
bene o male e... quell'anima nascosta
in uno scrigno di vetro che non voleva morire
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (2)
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Nemesis Marina Perozzi10 luglio 2010
Sì, sono convinta che le battaglie più cruente avvengano dentro di noi, solo che non abbiamo "licenza d'uccidere" l'altra metà, altrimenti morirebbe anche questa...
Enio Orsuni10 luglio 2010
siamo tutti un po dottor jekil e mister haidy. reprimere la parte negativa di noi stessi non sempre è possibile, in fondo discendiamo da caino. bella poe, apprezzata tantissimo.


