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Sociale 10 luglio 2010 · lettura 1 min · 6857 letture

Lei

Annamaria Barone 221 poesie pubblicate
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Piedi stanchi in scarpe sdrucite quella panchina occupata da tutti i tuoi averi la coperta per l'inverno un cartone scolorito l'immancabile secchiello per le questue e quell'odore lì così forte di pelle cotta dal sole e di urina Ti guardo dall'altro lato della strada no, io non sono come te io con la mia vita ordinata i vestiti puliti la pelle profumata quale incaglio ti ha portata lì a vivere questa vita di stracci, coperte consunte sacchetti straripanti cianfrusaglie? L'unico amore Luna quel botolo nero che chiami disperata appena si allontana da te. Dall'altra parte della strada noi noi così diversi vite ordinate di impegni orari corse lancette. Noi così "normali" così uguali così indifferenti sicuri di una vita che mai da sicurezze. Poi quella moneta lasciata cadere nella tua mano sporca calda morbida la tua vita raccontata come un romanzo un film forse vero forse inventato... Il viaggio più arduo è stato quello che mi ha portato a guardare i tuoi occhi.
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Hilary, mani mordide e voce dolce, il suo racconto di vita, alle porte di Cinecittà. La diversità solo in una scelta di vita, consapevole, o forse imposta...

L'autore
Annamaria Barone

Sono una donna di mare e di treni, in perenne movimento come la risacca, e come un treno sono sempre in viaggio verso la meta del cuore. Sono nata il 27 giugno, in piena estate ed estate mi sento, con i suoi colori sgargianti ed i suoi contrasti. Amo scrivere, "scrivere per raccontarla", la Vita, le emozioni, i sogni,

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Commenti (10)

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cristina biga11 luglio 2010

Molto vera, complimenti per questi versi che fanno sorgere una domanda importante: chi sono i diversi, i perfettini, i perbenisti o chi come la donna qui descritta vive una vita amodo suo... la normalità è un concetto molto astratto e difficile da collocare... Bellissima merita il voto...

Gli homeless sono quei "diversi" ritenuti innocui, quelli che la nostra società, sempre più esigente in fatto di efficienza, tende ad ignorare. Tu, di una di loro, ne hai fatto una descrizione eccezionale, pregna di sentimento e di pathos. Mi è sembrato di guardarla negli occhi, come hai fatto tu e mi sono interrogata ed emozionata.

M
Moreno Tonioni11 luglio 2010

Gli "invisibili"... nel migliore dei casi li evitiamo cancellandoli dall'ambiente che viviamo. Una sola domanda... uno non nasce clochard, lo diventa... e se domani toccasse a me?

E' davvero un percorso difficile, imparare ad accettare l'unicità, quindi la "diversità", delle altre persone, soprattutto quando hanno ricevuto in "dono" l'etichetta del "diverso". E' una progressiva consapevolezza del fatto che, forse, i "diversi" siamo proprio noi, così puliti, ordinati, profumati...

Già guardare veramente negli occhi di chi abbiamo sempre visto da lontano... diversi noi diversi solo perché non li vediamo che da lontano! Bellissima lirica versi ben scritti!

Angela Rainieri11 luglio 2010

Un guardare da lontano chi è diverso da noi, chi vive avvolto negli stracci della miseria e nella soffereza senza riuscire ad avere una vita normale... Molto profonda e significativa anche la chiusa in quell'"arduo viaggio" verso gli occhi dell'altro... Piaciutissima, complimenti!

Anna Maria Scamarda12 luglio 2010

Una poesia che mi ha colpito particolarmente, e che sento come fosse mia, in ogni parola, soprattutto nella chiusa. Perché mi ricorda molto i sentimenti che mi hanno ispirata a scrivere, lo scorso Natale: "In Piazza Dei Portici". Apprezzatissima!

Antonio Biancolillo13 luglio 2010

Un inieme di immagini che fai scorrere nei tuoi versi di grande valore... quel valore che nessuno riesce a dare a quel diverso... che diverso non è mai... perché siamo noi stessi... ognuno di noi... con i nostri stessi occhi... che inventiamo quello che non esiste... e quello che esiste lo trasformiamo a nostro piacimento... Apprezzatissima...

Vera Somerova13 luglio 2010

Mi sento di condividere ogni sillaba di questa poesia. Anch'io conosco una persona che vive ai margini del mondo... La sua vita sta in un grosso borsone con le ruote, in un angolo di strada ed in un vicolo riparato dai venti dove si corica la notte. Non chiede mai niente a nessuno... sorride e fuma le sigarette che i passanti le offrono... Una donna senza età, spuntata dal nulla da un paio d'anni... mi domando spesso qual'era il suo passato... Bella poesia, grazie

E
Ermelinda14 luglio 2010

Una lirica importante per l'argomento trattato, non ci poniamo la domanda di come e perché certe persone finisconono in quelle condizioni. Ci basta dar loro una monetina e la coscienza è a posto! .