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Ribellione 12 luglio 2010 · lettura 1 min · 1982 letture

Fredda sala d'attesa

Simone Bello 153 poesie pubblicate
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E' importuno il contrasto di vistose sedie variopinte e il grigio cupo di una sala d'attesa ospedaliera. L'assordante silenzio di queste mura si mescola allo straziante lamento dell'anima, che con insopportabile impeto, cerca invano di trascinarmi via.
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Aprile 2010... Sala d'attesa dell'ospedale di Varese...

L'autore
Simone Bello

Sono nato nel 1990 tra le valli della provincia di Varese e ho sempre vissuto a Marchirolo, piccolo paesino ricco di storia e tradizioni. Da qualche tempo vivo a Chieti, dove frequento l'Università degli studi "Gabriele d'Annunzio". Il mio cuore è profondamente legato ad una terra fantastica, quella di Lucania, in cui

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Commenti (6)

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Silvia De Angelis12 luglio 2010

Uno stato d'animo, davvero particolare, nella sala d'attesa di un ospedale, ove si alternano accesi stati d'animo, che, insistentemente premono, per l'allontanamento da un luogo che trasmette ansietà... Lirica gradita, molto apprezzata

Kiaraluna12 luglio 2010

Come se la vita fosse in sospeso tra quelle mura... in attesa di capire chi sia meritevole più di altri di essere notato, di avere anche dei diritti. Molto sentita e assolutamente condivisa.

Tocca questa poesia... Quell'antro gelido ove capita di attendere cari che sono dall'altra parte della stanza... E lì nel silenzio della stanza l'anima grida, perché non è forte per vedere cosa ha intorno! Toccante e sensibile lirica!

Raggioluminoso12 luglio 2010

L'ospedale: e si apre un grande capitolo. Solo da poco si incomincia a badare anche agli effetti psicologici che arredi e colori possono avere sui pazienti, ma la strada è lunga e molto ci sarebbe da dire a riguardo. Versi molto ben congeniati che esprimo esattametne le sensazioni di chi deve sostare ed aspettare nelle sale d'attesa di molto reparti e di molti ospedali. Totalmente condivisa, molto sentita, apprezzatissima!

L'anima vorrebbe trascinarci via, ma il corpo e la ragione impongono di restare, forse per attendere qualcuno di cui non si conosce la sorte... Ho passato interminabili ore e giorni e notti, nelle sale d'attesa di un ospedale, che non è molto lontano né diverso dal tuo, mentre la mia anima doveva combattere e convivere con i lamenti della sofferenza, di cui erano impregnati quei muri grigi e impersonali.

Sergio Melchiorre17 luglio 2010

Poesia molto bella che mi mette in uno stato di agitazione... La vita continua, anche se a volte è difficile affrontare situazioni che al momento appaiono impossibili. Complimenti!